A 59 anni, la Rivoluzione Cubana mantiene la sua vitalità

La Rivoluzione Cubana celebra il suo 59° anniversario. Un processo storico che ha cambiato il destino del popolo cubano e dell'America Latina

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A 59 anni, la Rivoluzione Cubana mantiene la sua vitalità



da teleSUR
 

Con l'entrata vittoriosa dei rivoluzionari il 1° gennaio 1959 a Santiago de Cuba, la storia del popolo cambiò radicalmente, lasciandosi alle spalle la dipendenza dagli Stati Uniti, il degrado sociale e le politiche a favore delle classi privilegiate.

 

La rivoluzione cubana pose fine al governo dittatoriale di Fulgencio Batista e con esso alla politica di servilismo che condannava il paese ad essere come un cortile di casa per gli Stati Uniti dall'esplosione del USS Maine sulla costa cubana nel 1898.



 

Attraverso l'Emendamento Teller e l'Emendamento Platt, il governo degli Stati Uniti si era assicurato tutti i vantaggi necessari per saccheggiare il popolo cubano, che si traduceva in un alto tasso di mortalità infantile, analfabetismo e condizioni precarie per un popolo sottoposto al regime di sfruttamento latifondista.

 

Allo stato attuale, la Rivoluzione cubana è riuscita a mantenere i suoi successi con progressi nel sistema sanitario e scolastico, raggiungendo alti livelli di accesso a questi diritti che sono assicurati al popolo cubano in modo pubblico e gratuito, posizionandosi anche sopra i paesi sviluppati, secondo i dati offerti dall'Unesco.

 

Le politiche applicate dal governo hanno raggiunto un alto tasso di sviluppo umano, nonostante gli ostacoli posti dai costanti attacchi contro la Rivoluzione, compreso il bloqueo che Washington sostiene contro di essa.



 

All'inizio del 2017, il paese caraibico aveva già raggiunto 4 degli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio, come l'eliminazione della povertà estrema e della fame, l'ottenimento dell'istruzione elementare universale, la promozione dell'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne. Oltre alla riduzione della mortalità dei bambini sotto i cinque anni.

 

Cuba si è anche caratterizzata per una politica di solidarietà internazionale, inviando migliaia di medici specializzati per offrire cure mediche e umanitarie in varie parti del mondo.

(Traduzione de l'AntiDiplomatico)

 

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