Zimbabwe: continua il braccio di ferro tra Mugabe e forze armate

Le mancate dimissioni dell'anziano leader e le mosse conseguenti dei militari

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Zimbabwe: continua il braccio di ferro tra Mugabe e forze armate

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Le mancate dimissioni del presidente Mugabe hanno ulteriormente aggravato la crisi politica dello Zimbabwe. I militari, che di fatto controllano il paese, hanno annunciato che a breve illustreranno la propria posizione in merito, secondo quanto riferisce l’emittente pubblica del Sudafrica. 

 

Il presidente ha accusato il partito di governo African National Union of Zimbabwe-Patriotic Front (Zanu-PF) di aver provocato l’attuale crisi. Intanto lo Zanu-PF avrebbe preparato una mozione di censura contro Mugabe e il leader del gruppo parlamentare Lovemore Matuke. Iniziativa che avrebbe il sostegno di 230 deputati su 260. 

 

Christopher Mutsvangwa, presidente dell'Associazione dei veterani dello Zimbabwe, ha annunciato oggi che nel paese ci saranno proteste di piazza fino a quando il presidente di 93 anni non lascerà l'incarico. 

 

La crisi politica è scoppiata dopo che lo scorso 6 di novembre, Mugabe, ha deciso di allontanare Emmerson Mangwana. Suo braccio destro da 40 anni e da tutti indicato come successore del presidente. 

 

Il presidente dello Zambia, intanto, ha inviato nello Zimbabwe Kenneth Kaunda nel tentativo di convincere Mugabe a farsi da parte. 

 

Le forze armate controllano il paese dallo scorso martedì con l’obiettivo  - secondo quanto affermano - di allontanare dal potere i criminali che circondano il presidente ed evitare che altri eroi della guerra di indipendenza siano allontanati dalle proprie postazioni di governo. 

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