Von Der Leyen e il GPS "sabotato": siamo alle comiche finali

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Von Der Leyen e il GPS "sabotato": siamo alle comiche finali

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di Francesco Dall'Aglio

Incredibilmente i media mondiali (tranne quelli del nostro piccolo spicchio che continua a credersi il mondo intero, o almeno quello civile) hanno dato più risalto al vertice SCO in Cina che al viaggio di von der Leyen nella "prima linea di difesa" del continente europeo. Ieri, insieme a Tusk, ha parlato davanti al Nero Cancello di Mordor, ovvero la staccionata al confine tra Polonia e Bielorussia (foto 1), poi è andata in Bulgaria, a visitare la fabbrica di munizioni di Sopot, pigliandosi qualche insulto dai locali e obbligando i nostri poliziotti, notoriamente sovrappeso e amanti della tranquillità, a un'ora di superlavoro (foto 2).



Ma, appunto incredibilmente, la visita al fronte non ha rincuorato gli europei né li ha distratti dagli eventi cinesi. E perché allora non tirare fuori che i russi hanno disturbato il segnale GPS dell'aereo su cui viaggiava von der Leyen prima che atterrasse all'aeroporto di Plovdiv, a rischio di provocare una strage di voli civili, obbligando i piloti a girare in tondo per un'ora e poi atterrare facendo uso di una vecchia carta fisica? Non è necessario fornire prove né fare indagini, in questo caso non c'è da essere garantisti, con gli orchi alle porte d'Europa. Detto fatto, Reuters e Financial Times ha lanciato per primi la notizia e i nostri amici soliti l'hanno immediatamente ed entusiasticamente ripresa (foto 3). Repubblica e Gianlucone nostro in un guizzo di vero giornalismo sono andati sul sito di Flightradar24, che tra le varie funzionalità ha una mappa delle interferenze sui segnali GPS, e hanno immediatamente dedotto che tutte le interferenze sulla carta sono russe (vedi didascalia sotto la mappa nella foto 3).





Peccato che in primo luogo la carta delle interferenze GPS di Flightradar24 (link 1) non segnali "le interferenze russe", ma tutte le interferenze (se controllate sul link ne vedrete sul Mar Rosso, al confine tra Pakistan e India, in Thailandia, in Nuova Guinea...), e soprattutto che lo stesso Flightradar24, poco fa, abbia smentito su Twitter che il GPS della nostra amica sia stato disturbato non dico dai russi, ma in generale. Foto 4, "Questo è quanto possiamo dedurre dai nostri dati: Il volo doveva metterci 1 ora e 48 minuti. Ce ne ha messi 1 ora e 57. Il transponder dell'aereo ha riportato buona qualità del segnale GPS dal decollo all'atterraggio". E siccome se dici che sono stati i russi non devi fornire prove, ma se ti azzardi a dire che non sono stati loro ci vuole il notaio che lo certifichi, hanno ribadito poco dopo (foto 5): "Il segnale del transponder trasmesso dagli aerei contiene un valore NIC. Il valore NIC codifica la qualità e la consistenza dei dati di navigazione ricevuti dall'aereo. Flightradar24 usa questi dati per creare la mappa delle interferenze GPS. Il volo di Ursula von der Leyen ha trasmesso un buon valore NIC dal decollo all'atterraggio".

Siamo, davvero, alle comiche finali.

Francesco Dall'Aglio

Francesco Dall'Aglio

 

Francesco Dall'Aglio, medievista, ricercatore presso l'Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria). Esperto di est Europa e di questioni strategico-militari. Autore di War Room - Russia, Ucraina, NATO: 

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