Vincenzo Costa - Democrazia sospesa: stato di emergenza permanente 

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Vincenzo Costa - Democrazia sospesa: stato di emergenza permanente 

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Ormai è chiaro che la cultura democratico-progressista ha idee molto vaghe sulla democrazia. La esporta facilmente, sostiene guerre di ogni genere per regalarla ovunque, e a furia di esportarla non ne è rimasta per noi.

Così lo huffpost esulta annunciando che il Parlamento è un manipolo di gentaglia che sta lì per  ascoltare e obbedire, senza alcun diritto di esprimersi. 

Il Migliore ha preso gli ordini dal grande capo, gentilmente concede qualche minuto del suo tempo per comunicare le decisioni già prese, ma che nessuno osi esprimersi. Ascoltare e tacere.

Mica come Lavrov eh. Mica come quei dittatori che senza essere eletti comunicano decisioni, senza contraddittorio, senza mandato parlamentare. Noi siamo in democrazia

A che cosa serva il parlamento è una domanda oziosa che solo i filoputin, nemici dei valori della democrazia e fiancheggiatori dei regimi totalitari, possono farsi, secondo la gentaglia di huff-huff, questi radiosi annunciatori del nuovo verbo radical-fascista.

E la sovranità popolare non sarà tollerata ulteriormente. Quest idea di sovranità popolare, per cui il popolo vuole esprimere la sua volontà, è un residuo del passato che ostacola l’operare luminoso e illuminato dei costruttori del progresso.

Così, questo governo ve lo tenete, vi piaccia o non vi piaccia. 

Che abbia il sostegno del parlamento o non lo abbia ve lo tenete e zitti. Sino al 2023. Poi si vedrà se sospendere del tutto la carta costituzionale.

E intanto siamo in guerra (chi la ha dichiarata?) e dunque lo stato di emergenza ha un nuovo motivo per essere prorogato. E poiché la guerra durerà anni lo stato d’emergenza durerà anni. 

Stato di emergenza permanente

Una nuova idea, progressista, illuminata, avanza:

Il governo si riserva di sfiduciare il popolo se questo non si comporta come da sue indicazioni. 
Sappiate regolatevi

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