Fairford, accuse da Londra: l'Iran respinge il coinvolgimento
Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araqchi, ha respinto con decisione le accuse britanniche in merito al presunto incidente avvenuto presso la base aerea di Fairford, mettendo apertamente in dubbio la veridicità del caso dopo il rilascio dei sospettati.
La presa di posizione arriva in risposta alle dichiarazioni del Primo Ministro britannico Andy Burnham, il quale aveva affermato che il governo del Regno Unito «conferma la convinzione che l'Iran abbia avuto un ruolo» in un presunto tentativo di attacco contro la base aerea nel Gloucestershire, utilizzata dagli Stati Uniti per le operazioni militari.
Protesta degli attivisti fuori dalla base di Fairford contro gli attacchi statunitensi all'Iran.
PM Burnham says the UK Government "can confirm our belief that we believe Iran to have played a part" in the RAF Fairford incident. I can confirm Iran's belief that releasing supposed terrorists working for foreign states really says it all. You're barking up the wrong tree.
— Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) September 30, 2026
«Anch'io posso confermare la convinzione dell'Iran che il rilascio di presunti "terroristi al soldo di Stati stranieri" dica tutto», ha replicato Araqchi sul suo profilo X, facendo riferimento ai cinque individui rilasciati su cauzione dalla polizia antiterrorismo poco dopo il fermo. Il ministro ha poi chiosato affermando che le autorità britanniche «stanno abbaiando all'albero sbagliato».
I fatti risalgono a domenica, quando cinque uomini sono stati arrestati vicino alla struttura militare della RAF con l'accusa di reati legati a esplosivi e terrorismo. Il giorno successivo, tuttavia, la polizia ha rilasciato su cauzione i sospettati, identificati come cittadini britannici di circa 25 anni residenti a Londra.
La liberazione dei fermati ha sollevato dubbi e speculazioni a livello internazionale. Persino il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto «sorpreso» dalla decisione, commentando: «Io non l'avrei fatto».
Per fare chiarezza, la polizia antiterrorismo britannica è intervenuta tramite il vice commissario Laurence Taylor, il quale ha spiegato che non sono stati rinvenuti ordigni esplosivi nei furgoni intercettati vicino alla base e che il rilascio dei fermati è avvenuto regolarmente «a seguito degli approfondimenti investigativi».
In precedenza, anche l'ambasciata iraniana a Londra aveva bollato come «infondate e malevole» le ricostruzioni sul presunto coinvolgimento di Teheran, denunciando un tentativo di alimentare la propaganda anti-iraniana nel Regno Unito nel contesto del conflitto in corso.


