Venezuela. Il comitato vittime delle Guarimbas chiede di non infiammare le piazze

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Venezuela. Il comitato vittime delle Guarimbas chiede di non infiammare le piazze

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da Correo del Orinoco
 
Il comitato vittime delle Guarimbas e del Golpe Continuo, ha chiesto a governatori e sindaci di garantire la pace e prevenire atti di violenza nei territori sotto la loro giurisdizione.
 
Desiree Cabrera, la portavoce del comitato, ha esortato i governanti nei cui territori si sono verificati atti di violenza nel 2014 e precedentemente nel 2013 a “fare ogni sforzo per preservare la pace, a compiere il proprio lavoro inviando la polizia municipale e regionale per prevenire atti violenti, a lanciare un appello alla pace nei rispettivi municipi”.
 
“Noi non vogliamo la violenza (…) il nostro appello è dunque volto a evitare che s’infiammino le piazze”, ha dichiarato la portavoce nel corso di una conferenza stampa trasmessa dall’emittente Venezolana de Television.
 
Inoltre ha invitato gli studenti, i lavoratori, le casalinghe e tutte le venezuelane e i venezuelani a non cadere in provocazioni che possono generare atti di violenza. “Non vogliamo che si verifichino atti analoghi a quelli del 2013 e del 2014. Non vogliamo che ci siano altre vittime innocenti”.
 
Cabrera ha reso noto che nel 2015 continuerà il lavoro di diffusione della verità sulle vittime delle guarimbas e la lotta per la giustizia, contro l’impunità.
 
Il comitato ha inoltre intenzione di chiedere udienza presso l’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur) e la Commissione Interamericana per i Diritti Umani dell’Organizzazione degli Stati Americani.
 
La portavoce ha poi reso noto che vi saranno incontri con i Consigli Legislativi e i Governatorati (Táchira, Mérida, Zulia, Aragua e Carabobo), oltre che con la Conferenza Episcopale del Venezuela, affinchè si uniscano al rifiuto della violenza e nella lotta contro l’impunità.
 
La “chiamata” di Capriles
 
Alla domanda sull’invito alla protesta lanciato dal governatore dello stato di Miranda, Henrique Capriles Radonski, ha così risposto Desiree Cabrera: “In questo momento siamo di fronte a un invito a protestare pacificamente, ma non dobbiamo dimenticare che il nostro database è pieno di casi di vittime provocate dalle proteste del 2013”.
 

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