Una Europa unita in nome degli investimenti e della produttività

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Una Europa unita in nome degli investimenti e della produttività

 

di Federico Giusti

“Convogliare il risparmio verso investimenti produttivi”, la Ue vuole favorire la partecipazione dei propri cittadini ai mercati, promuovere una campagna di alfabetizzazione finanziaria e far circolare denaro. La speculazione finanziaria è forse un passo avanti rispetto alla Rendita?

Investite e moltiplicate le vostre ricchezze, è il messaggio lanciato per rivitalizzare l’economia del vecchio continente?

Proviamo a capirci qualcosa partendo da un dato ossia il 70% dei risparmi raccolto nei depositi bancari preferiti agli investimenti in titoli azionari. Poi il risparmio è concentrato nell’acquisto di titoli di stato quando il tasso di interesse aumenta ma in sostanza depositi bancari e acquisto della prima casa sono gli investimenti più gettonati dalle famiglie che dubitano delle promesse di chi asserisce di volerli arricchire.

 

In tempi di Riarmo Europeo è diventato prioritario attrarre investimenti ma non convince la classica narrazione per la quale dall’investimento nascono i posti di lavoro con dinamiche salariali migliori e una sostanziale ridistribuzione delle ricchezze che invece restano saldamente nelle mani di pochi. La virtuosità dei processi di investimento da tempo non convince i cittadini ma qualcosa di nuovo si sta muovendo nell’ottica di accrescere la produttività.

E significativi sono alcuni documenti redatti dalle Commissioni europee, ad esempio la Bussola per la competitività - Commissione europea che poi si muove nell’alveo tracciato dal documento di Mario Draghi

In estrema sintesi la Ue batte cassa per avere dei capitali da investire nei processi di innovazione tecnologica, nell’economia green per limitare le energie fossili, per rendere il vecchio continente autonomo nell’approvigionamento delle materie prime ed energetiche. Raggiungere questi obiettivi non sarà semplice specie se una parte importante delle risorse destinate all’innovazione finirà nei capitoli militari, si tratta piuttosto di non evidenziare che  il grande rinnovamento dell’economia potrebbe prestarsi come occasione propizia per coniugare i processi tecnologici con la guerra, per riconvertire settori meccanici in crisi alla produzione di sistemi d’arma (dai droni della Renault alle munizioni e componenti di arma di fabbriche dell’indotto Volkswagen)

La bussola dell’innovazione non casualmente si rivolge a nuove imprese, anche di piccola e media dimensione, legate alla IA, alle nuove tecnologie, capaci di sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie quantistiche, biotecnologiche, robotica e tecnologie spaziali, è l’identikit delle start up che poi ritroviamo particolarmente attive nei nuovi sistemi di arma (e non solo). Un vecchio continente alla ricerca di capitali indispensabili per il Riarmo e la innovazione tecnologica ed industriale, alle prese tuttavia con una cittadinanza guardinga e sospettosa anche davanti a proposte accattivanti come l’energia a prezzi e costi accessibili

Al netto delle chiacchere la Ue cerca dei capitali, deve rivedere le regole anche in materia di appalti per stabilire una sorta di preferenza alle imprese europee, necessita di investitori pubblici ma anche privati con questi ultimi per anni interessati quasi esclusivamente ai processi speculativi in Borsa. Quando sentiremo parlare di industria pulita non attendiamoci solo l’eolico o il solare ma anche il nucleare di nuova generazione che parte di quelli che un tempo furono ambientalisti sostiene acriticamente.

E solo negli ultimi due mesi le decisioni assunte dalla Commissione europea ci sembrano alquanto significative, le linkiamo per gli opportuni approfondimenti

Continente dell'IA - Commissione europea

Tabella di marcia per porre fine alla dipendenza dell'UE dall'energia russa - Commissione europea

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