Meloni conquista anche la Uil: l'alleanza strategica che sta isolando Landini

845
Meloni conquista anche la Uil: l'alleanza strategica che sta isolando Landini

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Siamo ormai abituati a improvvisi attestati di stima, da parte sindacale, verso l'operato di governi che fino a poche settimane prima venivano contrastati — o che si fingeva di avversare.

L'esclusione dai tavoli negoziali è logorante per sigle come Cgil e Uil, storicamente abituate a partecipare ai tavoli nazionali e locali. Dopotutto, è proprio la rappresentatività a garantire a queste organizzazioni il distacco di numerosi funzionari, sui quali si reggono complesse macchine organizzative. Fin qui nulla di nuovo. Suona però di stantio il ritorno alla firma dei contratti nazionali per pochi euro di aumento che non permetteranno, peraltro, alcun recupero reale del potere d'acquisto. E che dire, invece, della parte normativa, disciplinata da istituti discutibili e divisivi accettati senza colpo ferire?

Nell'ultimo congresso nazionale non è sfuggita la vicinanza manifestata dal segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, verso il governo di Giorgia Meloni. Dopo i dinieghi iniziali, la Uil ha già ricominciato a sottoscrivere i contratti nazionali, allineandosi sulle posizioni della Cisl. Solo pochi mesi fa, Bombardieri aveva teorizzato una "pausa di riflessione" nei rapporti con la Cgil: un modo alquanto bizzarro per sottrarsi alle difficoltà che un sindacato incontra quando privilegia lo sciopero rispetto alle intese al ribasso.

Lo stesso segretario ha parlato di "superamento dell'antagonismo sistematico", contestando alla Cgil un atteggiamento troppo conflittuale. Forse a molti è sfuggita la dichiarazione sul referendum costituzionale, che ha visto la Uil schierarsi a favore del Sì, sostenendo di fatto le posizioni del centrodestra (Il Foglio, 5 novembre 2025, “Bombardieri per il Sì”). Pochi giorni dopo è arrivata la firma sul contratto nazionale delle Funzioni Centrali, proseguendo il riallineamento con le posizioni governative.

La presenza di Giorgia Meloni al congresso Uil non deve stupire, così come non devono stupire gli scroscianti applausi arrivati dalla base. Se esiste già una sorta di luna di miele con i sindacati politicamente vicini (Ugl e Cisl), da qualche mese la piena sintonia con il mondo sindacale ha conquistato anche un'organizzazione storicamente moderata ma vicina al centrosinistra.

Più che a un cambio di strategia della Uil, siamo davanti a un'efficace azione del centrodestra finalizzata a isolare la Cgil e i sindacati di base. Il risultato? Anche la più grande realtà sindacale italiana per numero di iscritti sta tornando a sottoscrivere quei contratti nazionali che, solo per breve tempo, aveva rifiutato di firmare (almeno nella Pubblica Amministrazione).

La partecipazione di Meloni al congresso Uil permette al centrodestra di incassare il plauso di un pezzo della galassia sindacale non d'area, potendo così liquidare ogni ipotesi di conflitto come un "pregiudizio ideologico". Al contempo, la Presidente del Consiglio può esibire il rapporto con un sindacato percepito come autonomo, capace di criticare ma non condizionato da schemi di parte.

La Uil non è passata a destra; ha semplicemente ripreso un'azione subalterna al potere politico. Accadde lo stesso quando l'organizzazione sostenne la cancellazione della scala mobile negli anni in cui a Palazzo Chigi sedeva il Partito Socialista Italiano, lo stesso partito a cui aderivano i massimi leader del sindacato.

È innegabile, però, che tornare a firmare accordi, applaudire Meloni e allinearsi alla Cisl abbia avuto l'effetto di accelerare il "ritorno all'ovile" concertativo della stessa Cgil, convinta che il negoziato sia sempre da preferire allo scontro. Viene da chiedersi: dove saranno finiti tutti i buoni propositi dei mesi scorsi?

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti