Ucraina: ripresi gli scontri in Donbass. La tregua è già finita?

Un duro colpo d’immagine per il governo di Bruxelles a pochi giorni dalla visita a Kiev di Federica Mogherini. Ma i media tacciono

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Ucraina: ripresi gli scontri in Donbass. La tregua è già finita?

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di Eugenio Cipolla


La parola d’ordine per i maggiori media occidentali è nascondere fino a quando l’evidenza lo consentirà. Perché una notizia del genere, a nemmeno tre giorni dalla visita a Kiev di Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, rappresenterebbe un duro colpo d’immagine per il governo di Bruxelles. Lunedì l’ex ministro del governo Renzi era stata ospite di Petro Poroshenko, con il quale sosteneva di aver avuto uno scambio di opinioni sull’attuazione degli accordi di Minsk. «Abbiamo constatato – aveva detto la Mogherini – il raggiungimento di certi risultati, in particolare nel sostenere il regime del cessate il fuoco e del ritiro degli armamenti». Le cose, però, stanno diversamente.
 
Da qualche giorno a questa parte, le autorità dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk hanno lamentato diversi attacchi da parte dell’esercito regolare. Nella notte tra domenica e lunedì, infatti, le posizioni dei separatisti nell’area di ciò che rimane dell’aereoporto di Donetsk sono state attaccate con colpi intensi colpi di mortaio. Il ministero della difesa dei filorussi ha parlato di un attacco veemente, durante all’incirca otto ore.
 
Le notizie circa una ripresa degli scontri, inizialmente giudicate poco attendibili per la scarsità di fonti attendibili, sono state confermate dal bollettino diffuso oggi dalla presidenza ucraina. Nelle ultime 24 ore, in Donbass, malgrado il silenzio bellico previsto dagli accordi di Minsk, è morto un soldato ucraino, mentre altri cinque sono rimasti feriti duranti gli scontri con i ribelli. Andriy Lysenko, portavoce dell’ATO, ha aggiunto che i governativi sono finiti sotto il fuoco di armi leggere e lancia granate presso il villaggio di Granitne, situato a cinquanta chilometri a sud di Donetsk.
 
«Noi abbiamo registrato almeno ventuno violazioni della tregua e in alcuni casi i nostri soldati sono stati costretti a rispondere», ha precisato il funzionario di Kiev. «La situazione resta grave», ha commentato Eduard Basurin, del ministero della Difesa separatista. «E’ Kiev ad aver ripreso le ostilità, noi abbiamo contato almeno dieci occasioni».
 
Intanto sul fronte interno, si sono concluse ieri le esercitazioni militari congiunte tra Usa e Ucraina. L’operazione, denominata Fearless Guardian-2015, aveva avuto inizio lo scorso aprile nel centro di addestramento di Yavoriv, nella regione occidentale di Lviv. Il prossimo 23 novembre, invece, avrà inizio l’addestramento di sei battaglioni delle forze armate ucraine da parte di consulenti militari Usa. Nel darne notizia, Andriy Lysenko ha annunciato che il training di cinque battaglioni meccanizzati e uno forze speciali si terrà sempre a Yaroviv e durerà diversi mesi. 

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