Ucraina: i fatti diranno più delle promesse

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Ucraina: i fatti diranno più delle promesse

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di Leonid Kalashnikov* | da kprf.ru


Traduzione dal russo di Mauro Gemma - Marx XXI


A proposito di ciò che attende l'Ucraina dopo il cambio ai vertici del potere, interviene il Presidente della commissione per la Duma di Stato per gli affari della CSI, l'integrazione eurasiatica e le relazioni con i compatrioti, Leonid Ivanovic Kalashnikov.


“La vittoria di Vladimir Zelensky ha dimostrato che gli ucraini hanno votato per la pace e il miglioramento della situazione economica nel paese. Questo è ciò che stiamo aspettando anche noi. L'Ucraina ha reciso ogni legame con la Russia, ma non ha ricevuto nulla dall'Europa tranne lo status "senza visti". Per questa ragione il rispetto di tali promesse è direttamente collegato agli interessi della Russia.



Zelensky ha affermato di essere pronto a rispettare gli accordi di Minsk, ma si starebbe preparando a ridiscuterli. Si ha l'impressione che lui non sappia nulla di tali accordi, né di come porre fine alla guerra nel Donbass, né in merito all'amnistia.


Se prendiamo in considerazione il suo atteggiamento nei confronti della lingua russa, sembrava inizialmente che Zelensky non si opponesse ad essa, ma ora dichiara che firmerà il decreto di Petro Poroshenko che vieta la lingua russa.


Temo un brutto sviluppo degli eventi - secondo lo scenario di cinque anni fa. Dopotutto, anche Poroshenko aveva promesso molto: persino la pace nel Donbas e il rispetto della lingua russa, ma dopo aver vinto le elezioni, le sue dichiarazioni con un segno più si sono trasformate in fatti con il segno meno.


Vedremo cosa farà Zelensky. Aspettiamo proposte specifiche sulle prime due questioni. I fatti diranno più delle promesse. Risponderemo conseguentemente a qualsiasi decisione, inclusa quella relativa alla violazione della lingua russa. L'Ucraina, purtroppo, capisce solo quando si stanno colpendo i suoi interessi. Ciò significa che li colpiremo, compresi quelli economici.


È chiaro che ridurre tutti i problemi ad uno solo non funziona: esiste un complesso di problemi. E occorre iniziare con il ritiro delle truppe dal Donbass e l'amnistia”.


*Segretario per le Relazioni Internazionali del Partito Comunista della Federazione Russa e Presidente della commissione per la Duma di Stato per gli affari della CSI, l'integrazione eurasiatica e le relazioni con i compatrioti

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