Tutto quello che devi sapere sull'attentato a San Pietroburgo

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di Danilo Della Valle

 Russia colpita al cuore.  Colpita nella città natale del Presidente Putin, quella San Pietroburgo che proprio oggi stava per ospitare un incontro tra Putin ed il Presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, durante il quale i due capi di Stato avrebbero parlato del mercato comune e dell'Unione Doganale Eurasiatica. Verso le 14.40, una forte esplosione si è udita nella metropolitana di San Pietroburgo nel tratto tra le stazioni dell'Istituto di Tecnologia e "Sennaya Ploschad".  L'esplosione, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe avvenuta mentre il treno viaggiava in galleria, quando il convoglio è uscito dal tunnel il fumo ha invaso la stazione sotterranea, accalcati sulla banchina c'erano i pendolari che hanno visto il groviglio di lamiere ed i lamenti dei feriti. Per ora si parla di 14 morti ed almeno 45 feriti, secondo le autorità cittadine, ma il bilancio potrebbe salire nelle prossime ore. Secondo i servizi speciali si sarebbe trattato di un ordigno di 200-300 grammi di polvere da sparo potenziato con l'aggiunta di schegge di ferro e chiodi, per mietere più vittime. Inoltre, secondo il quotidiano Fontanka, le forze di sicurezza avrebbero trovato un altro ordigno inesploso nei pressi di Piazza della Rivoluzione, precisamente nella stazione metro Ploshchad Vosstania. Nessuna rivendicazione è stata ancora fatta, anche se sembra chiaro si tratti di un attentato terroristico. Le autorità per ora non escludono nulla, lo stesso Presidente Putin ha dichiarato di "esser attento all'evolversi della situazione senza escludere nulla, terrorismo compreso". Una cosa certa è che, stando alle prime ricostruzioni della polizia, l'azione non è stata portata a compimento da un kamikaze ma da una persona che dopo aver posizionato la valigetta in treno è andato via. Molto più diretto e sicuro è stato Franz Klintsevich del Comitato del Consiglio della Federazione per la Difesa, che ha dichiarato a RiaNovosti che si tratta di una sfida lanciata dal terrorismo nei confronti della Russia che è vista come nemico numero 1 dai militanti terroristi.  Secondo Klintsevich a "questa sfida lanciataci dal terrorismo sarà data la più dura delle risposte". D'altronde San Pietroburgo era stata già sotto i riflettori dei servizi di sicurezza russa che nell'Agosto 2016, durante una operazione anti terrorismo avevano ucciso, dopo un conflitto a fuoco, quattro militanti di una cellula islamista del Caucaso del Nord che erano pronti a compiere attentati nella ex Leningrado. 

Sempre nella giornata di oggi, inoltre, un attacco jhiadista è stato portato a termine nei confronti della Russia: a Damasco infatti sono stati esplosi almeno 20 colpi di artiglieri all'indirizzo dell'ambasciata Russa in Siria, fortunatamente sembra senza causare vittime o feriti.

Il dato certo è che oggi la Russia si può considerare il nemico principale del terrorismo internazionale. Probabilmente per il suo ruolo nella difesa del governo Assad che ha dato fastidio non solo ai terroristi stessi ma anche a molti governi occidentali e medio orientali.

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