Qinghai-Xizang: la linea vitale che ha avvicinato il “tetto del mondo”

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Qinghai-Xizang: la linea vitale che ha avvicinato il “tetto del mondo”

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di Fabio Massimo Parenti* - CGTN

Vent’anni fa, il 1° luglio 2006, un treno arrivava a Lhasa attraversando altipiani, ghiacci perenni, passi oltre i cinquemila metri e paesaggi che per secoli erano sembrati lontanissimi dal resto del Paese. La ferrovia Qinghai-Xizang è una straordinaria opera d’ingegneria, che, per la prima volta, ha consentito alla Regione autonoma dello Xizang di entrare pienamente nella rete ferroviaria nazionale cinese. Uno dei casi più straordinari di interconnessione interna che, insieme ad altre decine di migliaia di km di ferrovie, ha modificato per sempre il destino della Repubblica popolare cinese.

Da allora, quella linea di quasi duemila chilometri tra Xining e Lhasa è diventata vitale per le merci, il turismo, gli studenti, i malati che devono raggiungere centri medici più attrezzati, ma anche per i lavoratori, i piccoli commercianti, le famiglie che possono viaggiare con costi più accessibili e tempi più prevedibili.

Prima della ferrovia, il trasporto verso l’altopiano dipendeva in larga misura dalla strada e dall’aereo: il primo lento e costoso, il secondo non alla portata di tutti. Con il treno, materiali da costruzione, generi alimentari, prodotti industriali, medicine e beni di consumo hanno iniziato ad arrivare con maggiore regolarità e a costi inferiori. Allo stesso tempo, prodotti locali - dall’artigianato ai prodotti agricoli e pastorali, fino alle risorse e ai beni trasformati - hanno trovato canali più stabili verso i mercati interni.

L’interconnessione aumenta opportunità, creando mercati, posti di lavoro e coesione sociale. L'esperienza mostra come le infrastrutture possano diventare strumenti di sviluppo, integrazione territoriale e riduzione delle disuguaglianze regionali. È una logica che la Cina ha successivamente cercato di proiettare anche all'esterno attraverso la Belt and Road Initiative.

In vent’anni la ferrovia ha trasportato oltre 100 milioni di tonnellate di merci da e verso lo Xizang. Dietro quei vagoni ci sono cantieri, negozi, alberghi, scuole, ospedali, mercati, imprese familiari. C’è un sostegno concreto allo sviluppo delle regioni interne. Gli effetti sul turismo, ad esempio, sono stati notevoli, aumentando l’accessibilità a Lhasa. Arrivare in treno significa vedere cambiare il paesaggio, attraversare montagne, laghi, praterie e villaggi. Il viaggio stesso diventa esperienza culturale. Nel 2025 lo Xizang ha ricevuto 70,737 milioni di visite turistiche, con una crescita del 10,71%. Questo ha alimentato alberghi, ristorazione, trasporti locali, guide, artigianato, commercio e servizi.

Nel complesso l'economia dello Xizang ha registrato una crescita molto significativa, accompagnata da un forte aumento dei redditi, degli investimenti pubblici e dell'accesso ai servizi. La crescita del PIL è un aspetto importante, certamente, ma più nello specifico è cambiata la vita quotidiana degli abitanti. Riducendo la distanza tra periferia e centro, tra villaggio e città, tra altopiano e pianura, per molti abitanti dello Xizang il treno ha significato poter studiare altrove, visitare parenti, raggiungere cure mediche, vendere prodotti, trovare lavoro, aprire una piccola attività. Ha significato sentirsi meno isolati ed avere nuove possibilità di crescita, di sviluppo e di conoscenza. La maggiore mobilità ha favorito anche l'accesso all'istruzione superiore e ai servizi sanitari specializzati. Migliaia di studenti hanno potuto raggiungere più facilmente università e istituti tecnici in altre province, mentre i collegamenti ferroviari hanno reso meno onerosi gli spostamenti verso ospedali di livello avanzato.

La ferrovia Qinghai-Xizang ha inoltre avuto un valore strategico per l’integrazione regionale. Attorno alle stazioni nascono magazzini, mercati, servizi, piccole imprese, nuove centralità urbane. Lhasa, Nagqu e altri nodi ferroviari sono diventati piattaforme di circolazione economica e sociale. La linea inaugurata nel 2006 ha inoltre costituito la base per una rete ferroviaria sempre più articolata. Negli anni successivi sono stati realizzati nuovi collegamenti, tra cui la ferrovia Lhasa-Nyingchi entrata in funzione nel 2021, che ha ulteriormente migliorato la mobilità interna e l'integrazione economica dello Xizang. La Qinghai-Xizang è stata dunque il primo tassello di una più ampia strategia di connessione territoriale delle regioni occidentali della Cina.

Non mancano tuttavia le difficoltà: costruire e mantenere una ferrovia sull’altopiano più alto del mondo ha richiesto e richiede attenzione ambientale, sicurezza, protezione del permafrost, equilibrio tra turismo e tutela culturale. Proprio per questo l’esperienza della Qinghai-Xizang va letta come parte di una sfida più ampia: sviluppare e collegare senza omologare, e modernizzare senza spezzare il rapporto tra popolazione, territorio e cultura.

A vent’anni dalla sua apertura, la ferrovia Qinghai-Xizang resta una delle immagini più forti della modernizzazione cinese nelle regioni occidentali. Il treno che attraversa il “tetto del mondo” è diventato il simbolo concreto di una promessa: nessuna regione deve restare ai margini, nessuna popolazione deve essere condannata dall’isolamento geografico.

Per questo, la Qinghai-Xizang è molto più di una infrastruttura, è il simbolo del ringiovanimento della comunità cinese, che ha nella coesione e nella prosperità comune dei punti ineludibili.

*Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia

Fabio Massimo  Parenti

Fabio Massimo Parenti

L'autore Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali, Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia e membro di Earth Charter International China.
Le sue ultime pubblicazioni sono: La via cinese. Sfida per un futuro condiviso, Meltemi, 2023; Chinese Way: Overcoming Challenges for a Shared Future (English Edition), 2024

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