"Possiamo fare pressioni". Macron in Libano torna al colonialismo novecentesco

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"Possiamo fare pressioni". Macron in Libano torna al colonialismo novecentesco

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Le immagini di ieri di Macron sul luogo della terribile esplosione avvenuta a Beirut, martedì scorso, hanno fatto il giro del mondo. Il presidente francese è stato tutto un dispensare di annunci di aiuti, condoglianze e abbracci ai libanesi con tanto di cravatta nera per l'occasione. Non è stato solo questo. Il presidente francese ha voluto ribadire con la sua presenza che la Francia non intende abbandonare il Libano un'area troppo importante per i suoi interessi strategici. Lo ha fatto con grandi promesse: "Vi garantisco, questo aiuto (per la ricostruzione) non andrà a mani corrotte".
 
Certo è che, nelle scorse settimane, quando il governo libanese ha chiesto aiuto alla Francia per fronteggiare la sua crisi economica, l'atteggiamento di Parigi, è stato a dir poco pilatesco, portando Beirut a rivolgersi con decisione al piano di aiuti proposto dalla Cina basato, in particolare, sulla costruzione di centrali elettriche e infrastrutture ferroviarie.
 
Con la tipica ipocrisia occidentale, ha ricordato i colloqui con il Fondo monetario internazionale su un pacchetto di salvataggio si sono bloccati per l'incapacità del governo libanese di attuare serie riforme. Quelle riforme lacrime e sangue che impone l'FMI sono ben conosciute.
 
Semmai l'avesse abbandonate, Parigi ha rimesso le vesti del suo feroce e predatorio passato coloniale ed il suo Capo di Stato ha impartito ordini in Libano. Come ha riferito l'agenzia Reuters, incontrando i rappresentanti di Hezbollah li ha invitati "a usare la loro influenza per spingere il governo a realizzare riforme e pensare all'interesse del Libano piuttosto che a quello dell'Iran."
 
La Reuters ha evidenziato questo passaggio emblematico della visita del Capo di Stato francese: "Nella residenza dell'ambasciatore francese, dove un generale francese dichiarò la creazione dello stato del Libano esattamente 100 anni fa, Macron ha detto che non spettava più alla Francia dire ai leader libanesi cosa fare, ma che poteva fare 'pressione'."
 
Non vogliamo esprimere ipotesi azzardate, non abbiamo elementi per farle, ma la visita di Macron comincia a delineare quello che è successo al porto di Beirut e quello che dovrà avvenire in Libano prossimamente. L'obiettivo che si delinea è uno solo: estromettere Hezbollah dalla scena politica e militare libanese. Il movimento di resistenza, di sicuro, non resterà impassibile.
 

La Redazione
 

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