Obama considera l'invio di truppe speciali in Iraq

Il ritiro dall'Iraq era stato propagandato come il principale successo in politica estera del presidente americano

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Obama considera l'invio di truppe speciali in Iraq

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Dopo le dichiarazioni del portavoce della Casa Bianca Jay Carney che ha negato che gli Stati Uniti stessero considerando l'invio di truppe di terra in Iraq contro gli insorti, AP riferisce che "il presidente Obama starebbe considerando l'invio di un piccolo numero di forze speciali per aiutare il governo di Baghdad a contenere la dilagante insurrezione sunnita nel paese". 
 
La missione quasi certamente sarà di pochi uomini, forse fino a un centinaio di soldati delle forze speciali, riporta sempre AP che cita un funzionario Usa, e potrebbe anche essere autorizzata solo come missione di consulenza e di addestramento – il che significa che i soldati lavorerebbero a stretto contatto con le forze irachene che stanno combattendo l'insurrezione, ma ufficialmente non sarebbero considerate come truppe da combattimento.
 
Le truppe cadrebbero sotto l'autorità dell’ambasciatore degli Stati Uniti e non sarebbero autorizzate ad impegnarsi in combattimenti, La loro missione è di "formazione non operativa" delle unità irachene regolari e antiterrorismo, che i militari interpretano nel senso di formazione nelle basi militari, non sul campo, ha detto il funzionario.
 
Almeno 100 marines e soldati dell'esercito sarebbero già stati inviati a Baghdad per garantire la sicurezza dell'ambasciata, secondo un funzionario statunitense.
 
Obama ha fatto della fine della guerra in Iraq uno dei temi principali della sua campagna elettorale e ha propagandato il ritiro militare degli Stati Uniti nel dicembre 2011 come uno dei suoi migliori successi in politica estera.
 
 
 
 

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