Mosca: «Abbiamo domande sui laboratori Usa ai nostri confini»

Mosca: «Abbiamo domande sui laboratori Usa ai nostri confini»

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Una forte accusa agli Stati Uniti arriva dalla Russia: Il Consiglio di sicurezza russo ritiene che gli Stati Uniti stiano sviluppando armi biologiche in laboratori controllati dal paese situati al confine tra Russia e Cina. Ad affermarlo è il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev.

Il dirigente di Mosca ha denunciato che questo fenomeno è rilevabile in tutto il mondo, ma in particolare nuovi laboratori biologici gestiti dagli Stati Uniti stanno sorgendo ai confini con Russia e Cina. 

«Naturalmente, noi e i nostri partner cinesi abbiamo delle domande. Ci viene detto che ci sono stazioni sanitarie ed epidemiologiche pacifiche vicino ai nostri confini, ma per qualche motivo ricordano più Fort Detrick nel Maryland, dove gli statunitensi lavorano da decenni nel campo della biologia militare», ha affermato Patrushev secondo quanto riportato dal quotidiano Kommersant

Il Segretario del Consiglio di Sicurezza ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che nelle aree adiacenti ai laboratori si registrano focolai di malattie inusuali per queste regioni. 

Il quotidiano Komsomol'skaja Pravda evidenzia inoltre che sulla base di dati aperti, più di 30 centri medici statunitensi si trovano vicino ai confini russi, dove vengono condotte ricerche biologiche segrete. Sorgono domande non solo sulla natura delle attività di questi laboratori, ma anche sulle misure di sicurezza in tali strutture. 

Una denuncia simile era stata fatta l’anno passato dal ministro degli Esteri russo Lavrov, il quale in una conferenza stampa aveva denunciato che gli Stati Uniti hanno "diffuso laboratori biologici" nei Paesi circostanti la Cina e la Russia, e che non sono intenzionati a rivelare il contenuto dei loro esperimenti biologici. Lavrov aggiungeva che le loro azioni e le loro motivazioni sono discutibili e quanto da lui osservato rappresentava i dubbi e le preoccupazioni nutrite su vasta scala all’interno della comunità internazionale.

Le preoccupazioni manifestate dai dirigenti russi trovano conferma nel lavoro della giornalista investigativa bulgara Dilyana Gaytandzhieva che in un’inchiesta dedicata al progetto G-2101 scriveva: «Tuttavia, quella che mi è sembrata una storia locale, si è rivelata molto peggio. Il Centro Lugar in Georgia è solo uno dei tanti biolaboratori del Pentagono in 25 paesi in tutto il mondo. Sono finanziati dalla Defense Threat Reduction Agency (DTRA) nell'ambito di un programma militare da 2,1 miliardi di dollari - Cooperative Biological Engagement Program (CBEP) e si trovano in paesi dell'ex Unione Sovietica come Georgia e Ucraina, Medio Oriente, Sud-est asiatico e Africa. Gran parte del loro lavoro è classificato e comprende progetti su bioagenti e agenti patogeni con potenziale pandemico».

«Il Lugar Center - scrive poi la giornalista bulgara - ha suscitato polemiche sulla possibile ricerca a duplice uso nel 2018, quando i documenti trapelati hanno rivelato che i diplomatici statunitensi in Georgia erano coinvolti nel traffico di sangue umano congelato e agenti patogeni per un programma militare segreto.

I documenti rivelano che il Centro Lugar ha anche studiato i coronavirus nei pipistrelli.

Nel 2012 il Center for Disease Control (CDC) degli Stati Uniti ha raccolto e campionato 236 pipistrelli per la ricerca in Georgia in collaborazione con il Lugar Center. Il progetto è stato finanziato dalla US DoD Defense Threat Reduction Agency (DTRA). Una parte dei campioni è stata spedita al CDC (Atlanta), per lo screening di agenti patogeni multipli, un'altra parte è stata conservata presso il Centro Lugar per ulteriori studi.

Nel 2014 il Center for Disease Control (CDC) degli Stati Uniti ha lanciato un secondo progetto "Emergenti agenti patogeni zoonotici nei pipistrelli georgiani" insieme agli scienziati georgiani presso il Lugar Center. Il progetto è stato finanziato dall'International Science and Technology Center (ISTC)». 

Anche dalla Cina furono sollevati dubbi sulle attività svolte all’estero e in patria dagli Stati Uniti. Il quotidiano Global Times ricordava che Cina e Russia hanno facoltà di avviare un’indagine internazionale su tutti i laboratori P3 e P4 in tutto il mondo, compresi quelli gestiti dagli Stati Uniti, presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un’iniziativa di trasparenza che potrebbe essere sostenuta da gruppi e media statunitensi contro la guerra con un’azione di pressione su Washington affinché ci sia maggiore chiarezza sulle attività nei laboratori biologici all’estero. 

A tal proposito si era ipotizzata la possibilità di arrivare alla creazione di un protocollo e una convenzione per proibire lo sviluppo, la produzione e l'accumulo di armi batteriologiche (biologiche) e tossiche al fine di creare un meccanismo di verifica. Ma tale ipotesi ha trovato l’ostracismo di Washington. 

Un osservatore cinese, esperto militare e commentatore televisivo, ebbe a dichiarare al quotidiano Global Times che "la Russia ha ripetutamente espresso le sue preoccupazioni agli Stati Uniti per i laboratori in paesi vicini Ucraina e Georgia, ma gli Stati Uniti hanno ignorato queste preoccupazioni. Il motivo è semplice: gli Stati Uniti nascondono il loro programma di armi biologiche”. 

Jin Canrong, decano associato della School of International Studies, Renmin University di Pechino affermava invece che le domande avanzate da Russia e Cina nei confronti degli USA erano ben diverse dalle teorie complottiste e infondate evocate dagli USA sulle origini del Covid. Teorie respinte finanche da scienziati statunitensi, incluso il dottor Anthony Fauci, e dalle agenzie di intelligence.

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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