Mors tua vita mea. L'Unione Europea è peggio di quanto pensassi

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Mors tua vita mea. L'Unione Europea è peggio di quanto pensassi

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di  Andrea  Zhok*

 

Comunque, persino per un euroscettico, la prova che sta dando di sé l'Unione Europea è inferiore alle più pessimistiche aspettative.
 

Rispetto all'emergenza sanitaria ogni paese agisce in ordine rigorosamente sparso, ciascuno cerca di ottenere qualche piccolo per sé e di guadagnare un po' di tempo, sperando di capitalizzare questi vantaggi comparativi a crisi passata. (La situazione emergenziale viene peraltro sfruttata come fattore di distrazione per cercar di far passare iniziative letali come il MES 2).
 

Una volta di più il motto dell'Unione si dimostra essere "mors tua vita mea".
 

Il tentativo di addossare la "colpa" al vicino e di mostrarsi più affidabile (ai 'mercati') è praticato sistematicamente (qui il gioco giocato dalla Germania è oramai scoperto: ad oggi con 670 infetti ufficiali il sistema tedesco non ha dichiarato alcun decesso. A occhio e croce o i malati gravi vengono giustiziati un po' prima del decesso, oppure le autorità mentono come se non ci fosse un domani).
 

Neppure la gestione di cose banali come il materiale sanitario necessario per il contenimento, come le mascherine, è minimamente coordinata e ciò palesa plasticamente a tutti (tranne al nostro ceto politico) che esiste solo l'interesse nazionale.
 

Nel frattempo, i problemi relativi agli spostamenti migratori vengono trattati secondo un format oramai classico: accusando di inumanità chi regge l'urto, e stanziando un po' di fondi sottobanco per continuare a reggere l'urto esattamente come prima. L'essenziale è che il casino e la sporcizia restino lontani dagli occhi della borghesia benpensante centroeuropea, consentendole di continuare a sentirsi moralmente superiore.
 

Lo specifico caso della Grecia, peraltro, grida vendetta al cielo.

Il paese, dopo essere stato sottoposto a waterboarding finanziario per dieci anni, dopo aver visto la sua classe media scomparire, i pensionati raccattare nell'immondizia, la mortalità infantile esplodere, il sistema sanitario collassare, ora, mentre a tutto ciò si aggiunge un'epidemia globale, si trova ad affrontare un'invasione di centinaia di migliaia di disgraziati di varia provenienza, forse infiltrati da islamisti, e con dietro i corpi speciali turchi. In sostanza si tratta di un atto di guerra non dichiarata.
 

E in questo contesto, l'Unione Europea, dopo aver spolpato la Grecia per 'dare l'esempio' (bisognava scoraggiare il 'moral hazard' diceva Schauble), dopo averla messo in ginocchio e alla mercé del nemico storico (formalmente Grecia e Turchia non hanno mai stipulato una pace dopo il 1974), ora pensa di discuterne l'emergenza in termini di ammonimenti morali, magari tirando fuori qualche articolo dell'UDHR.

(Spero per voi che non ci sia un Dio, altrimenti non vi vedo bene a fornire spiegazioni.)
 

L'Unione Europea si è dimostrata in questi anni e, tragicamente, continua a dimostrarsi anche oggi, politicamente utile quanto un frigorifero al Polo nord.
 

Quanto alla dimensione economica, l'utilità sociale dell'UE invece è chiara, ed è quella dell'usuraio, di chi quando sei in difficoltà si mostra disponibile a "dare una mano", purché possa metterti una catena al collo e toglierti pian pianino tutto quello che hai.


*Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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