Perché Kiev ha attaccato proprio ora la nave iraniana nel Caspio?
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di Francesco Dall'Aglio*
Se controlliamo la tempistica, diventa abbastanza chiaro il motivo per cui l’Ucraina ha deciso, apparentemente di punto in bianco, di attaccare nel Mar Caspio una nave iraniana che, secondo appunto le autorità ucraine, era impegnata nel trasporto di "carico militare” tra Russia e Iran. Le autorità ucraine non specificano se la nave trasportasse questo carico dall’Iran alla Russia o viceversa (link 1), ma stando all’ambasciatore ucraino in Israele, Yevgen Korniychuk, il carico era di componenti per droni e missili e andava dalla Russia all’Iran (link 2). L’attacco è avvenuto il 25 luglio, lo stesso giorno nel quale Zelensky (link 3) ha twittato che avrebbe condiviso ?con i partner” le nuove informazioni a sua disposizione, in base alle quali la Russia assisterebbe l’Iran condividendo i dati dei suoi satelliti per consentirgli di colpire le basi statunitensi negli stati del Golfo. Sempre a suo dire, il 19 e 20 luglio due basi statunitensi in Bahrein, una in Giordania e una in Kuwait sono state ?attenzionate” dai satelliti russi, perché ?il male cerca sempre modi nuovi per far peggiorare le cose e per espandersi. La Russia deve essere fermata” (nota bene: la Russia, non l’Iran). A tutto questo sono seguite schermaglie verbali tra rappresentanti del governo iraniano, che hanno promesso ritorsioni (allego in foto la prima nota del Ministero della Difesa iraniano nella quale si condannava l’attacco), e rappresentanti del governo ucraino che hanno rivendicato l’azione sostenendo che si trattava, secondo loro, di un attacco legittimo. Non ci sono stati altri attacchi e non ci sono state ritorsioni, e per il momento, a livello pratico, la faccenda non ha avuto altri sviluppi.
C’è da chiedersi, naturalmente, quanto questo attacco sia ?ucraino” e quanto invece sia stato coordinato con gli sponsor, quanta assistenza esterna abbia ricevuto (come in tutti gli attacchi a lungo raggio sicuramente molta) e se non sia una prova generale per integrare l’Ucraina nelle operazioni militari statunitensi contro l’Iran, come asse secondario e con la ?palusible deniability”, per Kiev di colpire gli interessi russi più che quelli iraniani. La tempistica, però, ci lascia credere che l’interesse maggior sia dal lato ucraino, dato che Zelensky è da poco atterrato negli Stati Uniti dove, oltre a partecipare al funerale di Lindsey Graham, incontrerà Trump alla Casa Bianca (link 4) in un incontro che, stando alle ultime indiscrezioni, sarà a porte chiuse. Al di là del fatto che c’è effettivamente una partnership militare tra Russia e Iran, che non è affatto a senso unico, dall’Iran alla Russia, come al tempo del primo carico di Shahed, e al di là del fatto che ovviamente la Russia condivide informazioni e rilevamenti con l’Iran, mi pare abbastanza chiaro che l’attacco alla nave iraniana serva due scopi principali.
Il primo è quello di legare i due conflitti, dimostrando che la Russia non è solo nemica dell’Ucraina ma che, aiutando l’Iran, è una nemica anche degli USA (e di Israele, non a caso è stato l'ambasciatore ucraino a tel Aviv a dire che il carico andava dalla Russia all’Iran) ed è implicata negli attacchi alle sue basi, nella distruzione dei suoi asset e nella morte dei suoi soldati. Il secondo è quello di accreditare l’Ucraina come alleato disposto, a differenza degli imbelli europei, ad intervenire direttamente a sostegno degli USA nel Golfo, sperando che Trump in cambio sblocchi qualche invio extra di armi e di soldi (perché l’idea di convincerlo a intervenire direttamente contro la Russia in Ucraina, visto che quest’ultima pare disposta a intervenire direttamente contro l’Iran, mi pare un po’ troppo ottimistica) e sperando di ?recuperarlo” alla causa di Kiev, dopo il gran gelo (apparente, ovvio) degli ultimi mesi, gelo che in realtà pare già essersi sciolto da un po’. Trump, però, in una delle sue solite conferenze stampa improvvisate nel corridoio dell’Air Force One ha detto che non crede che la Russia stia aiutando l’Iran, ma che a ogni buon conto lo chiederà a Putin. Ci sono tutte le premesse perché oggi sia una giornata interessante.
PS: a proposito del funerale di Graham: è morto l'11 luglio. Un funerale a 17 giorni dal decesso è una cosa abbastanza strana, anche per gli standard statunitensi che prevedono tempi anche più lunghi di quelli a cui siamo abituati noi vista l'abitudine di trattare i cadaveri e anche considerando la necessità di organizzare il funerale in modo che quanti più "amici" del defunto possano partecipare dall'estero. 17 giorni però è un po' tanto. Il record finora era di Jimmy Carter, morto il 29 dicembre 2024 e seppellito il 9 gennaio 2025, ma lì c'erano le vacanze di Natale e capodanno di mezzo. La scelta di aspettare così tanto non è stata spiegata né dalla famiglia né da nessun altro. Chissà.
*Post Facebook del 28 luglio 2026


