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di Marco Travaglio - Fatto Quotidiano, 20 dicembre 2025

 

L’altroieri papa Leone XIV, nel suo primo messaggio per la Giornata della Pace, ha scomunicato i piani di riarmo dei governi europei che si dicono cattolici, ma sono “blasfemi”. Ha contrapposto ai loro folli aumenti di spese militari il “disarmo integrale” e la “pace disarmata”. Ha definito “scandaloso che si faccia la guerra per raggiungere la pace”, “si trasformino in armi persino i pensieri e le parole”, si ritenga “una colpa non prepararsi abbastanza alla guerra”, si lancino “campagne di comunicazione e programmi educativi che trasmettono una nozione meramente armata di difesa e sicurezza” e “diffondono la percezione di minacce”, si propagandi “una logica contrappositiva molto al di là del principio di legittima difesa”, invece di una “cultura della memoria che custodisca le consapevolezze maturate nel ’900 e non ne dimentichi i milioni di vittime”. Poi si è appellato a “chi ha responsabilità pubbliche nelle sedi più alte” perché la smetta con gli “appelli a incrementare le spese militari” e a “giustificarle con la pericolosità altrui” e percorra “la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale”. E contro il pensiero unico guerrafondaio foraggiato dalle “enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che sospingono gli Stati in questa direzione” ha invocato “il risveglio delle coscienze e il pensiero critico”. Parole sante.

Intanto i soliti casi europsichiatrici deliravano di “soldi o sangue” e varavano eurobond per comprare altre armi, come se l’Europa non spendesse già più del doppio della Russia e un terzo più della Cina. “La nostra spesa per la difesa – diceva Von der Leyen – deve aumentare. La Russia spende fino al 9% del suo Pil per la difesa. L’Europa in media l’1,9%. C’è qualcosa di sbagliato in questa equazione”. Vero: di sbagliato c’è che la Russia, oltre a essere in guerra, ha un Pil molto basso, quindi usarlo per paragonare la sua spesa militare (che comunque nel 2025 è al 6,3% del Pil) con la nostra è ridicolo. I Paesi Ue, con un Pil nove volte più alto, spendono già oggi con l’1,9% la mostruosità di 350 miliardi, al netto dei piani di riarmo, contro i 120 della Russia e i 240 della Cina. E non sono in guerra con nessuno, anzi non hanno proprio nemici.

Mentre il Papa parlava, a Mattarella devono essere fischiate le orecchie. Infatti ieri ha detto l’opposto, associandosi alla versione falsa di Ursula: “La spesa per efficaci strumenti che garantiscano la difesa collettiva è da sempre poco popolare. Anche quando, come in questo caso, si perseguono la sicurezza e la pace nel diritto internazionale. E tuttavia, poche volte come ora, è necessario”. Invece noi poche volte come ora ci siamo sentiti meno rappresentati dal presidente della Repubblica.

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