L'Isis usa armi chimiche di produzione statunitense

La denuncia di un esperto della Marina degli Stati Uniti. "Dispongono di materiale nucleare ottenuto a Mosul"

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L'Isis usa armi chimiche di produzione statunitense

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Dopo la denuncia dell’inviato permanente delle Nazioni Unite per la Siria, Bashar Jaafari, che Turchia e Arabia Saudita avrebbero consegnato armi di distruzione di massa a gruppi terroristici operanti in Siria, Gordon Duff, un veterano della Marina degli Stati Uniti, ha segnalato che il gruppo terroristico dell’Isis, potrebbe aver utilizzato armi chimiche di produzione statunitense in una serie di attacchi in Siria.
Lo rende noto Hispan Tv

Duff, capo redattore del portale “Veteran’s today”, in un’intervista concessa martedì al canale iraniano in lingua inglese, Press tv, ha assicurato che le armi chimiche menzionate sono prodotte in un laboratorio appartenente al paese nordamericano, alla periferia di Tblisi, capitale della Georgia.

Il militare ha poi aggiunto che queste armi chimiche e biologiche sarebbero state inviate in Siria attraverso i suoi paesi alleati nella regione, mentre gli stati occidentali "non hanno fatto nulla" per interrompere il processo. Duff ha criticato il "disperato silenzio" dell'Occidente al riguardo, dopo aver avvertito che l’Isis è ora in grado di sviluppare armi di distruzione di massa ed è alla ricerca di scienziati per costruire "bombe sporche".

Dispongono di materiale nucleare che hanno ottenuto nella città irachena di Mosul. Sappiamo anche che possono fabbricare armi chimiche”.

Le ultime fotografie esclusive dei corpi di tre curdi uccisi nella città siriana di Kobane, che si trova al confine con la Turchia, pubblicate dalla rivista Middle East Review of International Affairs, suggeriscono che l’Isis utilizzi tali armi.
Le autorità sanitarie dicono che i corpi non mostrano ferite da proiettile, ma ustioni e macchie bianche sul corpo senza ferite visibili o segni di emorragie esterne. Ciò indicherebbe che sono morti a causa dell'uso di prodotti chimici”.

L’Isis, che ha il sostegno di alcuni paesi regionali e transregionali, controlla diverse zone del nord della Siria, da dove avrebbe potuto, nel mese di giugno, infiltrarsi nel territorio iracheno, invadendo diverse aree.

Gli Stati Uniti e una coalizione di suoi alleati occidentali e regionali, il 23 settembre scorso ha iniziato gli attacchi aerei contro la Siria, senza il coordinamento con il governo di Damasco, con il pretesto di combattere l’Isis; tuttavia, questi bombardamenti non sono riusciti a frenare l'avanzata del gruppo Takfiri.

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