L'Iran aspira ad unirsi alla Banca di Sviluppo dei BRICS

La NDB nasce come istituzione alternativa alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale

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Le autorità iraniane hanno espresso l'intenzione di entrare nella nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, nel tentativo di espandere i suoi legami economici con i Paesi membri.
 
Il Vice Ministro dello Sviluppo Economico dell'Iran, Mohamed Jazaí, ha espresso il desiderio del governo iraniano di aderire alla Banca di Sviluppo del  BRICS. La dichiarazione è stata fatta nel corso di un incontro con il ministro dell'Industria del Brasile, Armando Monteiro, riporta RIA Novosti.

La tanto annunciata Nuova Banca di Sviluppo (NDB) o Banca dei BRICS è ufficialmente operativa dal 7 luglio, con la prima riunione del suo consiglio di amministrazione a Mosca.
 
La NDB, con circa 100 miliardi di dollari di capitale da investire in infrastrutture pubbliche, si presenta come una istituzione alternativa alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale
 
La nuova banca fornirà fondi per progetti infrastrutturali e di sviluppo nei paesi BRICS. Ogni nazione avrà pari voce nella gestione della banca, indipendentemente dalle dimensioni del PIL. 
 
Una Banca dei BRICS - alternativa al FMI per consentire alle nazioni di essere sempre meno dipendenti dalla moneta di riserva mondiale - era stata originariamente discussa al vertice BRICS nel 2012. Al Vertice del 2014 il quadro di riferimento per la Banca BRICS è stato approvato come "un sistema di misure che aiuti a prevenire molestie nei confronti di paesi che non sono d'accordo con le decisioni di politica estera da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati". Nel corso del VI summit dei Paesi BRICS a Fortaleza, in Brasile, i capi di stato e di governo di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica hanno annunciato la creazione della Banca BRICS, articolata nella New Development Bank(o NDB)  e in un fondo di riserva monetaria chiamato Accordo sui Fondi di Riserva (Contingent Reserve Arrangement, CRA). De facto, i BRICS prendono le distanze dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca Mondiale, istituzioni nate 70 anni fa nell’orbita del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America.    
 
 

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