La NATO ora non interferisca con la scelta sovrana della Moldavia

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La NATO ora non interferisca con la scelta sovrana della Moldavia

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di Marx21.it*


Il socialista Igor Dodon, con circa il 55 % dei suffragi, ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali nella Repubblica di Moldova, sconfiggendo la propria rivale, Maia Sandu.


La vittoria di Dodon apre la prospettiva di un'ampia revisione dell'attuale politica di allineamento filo-occidentale, attuata dalla coalizione di centro-destra –  in cui sono presenti anche settori disposti ad assecondare le mire annessioniste della Romania – che governa la piccola repubblica ex sovietica.


Infatti, mentre Maia Sandu (persona che viaggia con passaporto romeno), espressione di questo schieramento, non ha mai nascosto le sue propensioni “europeiste” e atlantiste, il vincitore di questa tornata presidenziale è fautore di una revisione dell'Accordo di Associazione che lega la Moldavia all'Unione Europea e si pronuncia per il ristabilimento di quell'alleanza strategica con la Federazione Russa che, in passato, aveva caratterizzato il mandato presidenziale del comunista Vladimir Voronin.



“Le elezioni sono terminate. I cittadini hanno scelto. Non c'è bisogno di infiammare gli animi. Il nostro compito è quello di rispettare il voto, indipendentemente dal risultato, consolidando la società e invitando la popolazione alla calma”, ha dichiarato Dodon.


La vittoria di Dodon ha avuto immediate ripercussioni in Russia, dove è stata accolta con evidente soddisfazione. Va segnalata in particolare una dichiarazione alla stampa di Ivan Melnikov, primo vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa.


L'esponente comunista russo si congratula con il vincitore e con il popolo moldavo per avere  aperto la strada “nonostante sette anni di “rivoluzione colorata”, a una splendida possibilità di cambiamento della politica estera e di ritorno a un percorso di sviluppo indipendente”.


“Il fatto stesso – prosegue Melnikov – che l'avversario del presidente ora eletto sia stata una collaboratrice della Banca Mondiale con passaporto romeno, indica a quale punto di crisi siano arrivati la sovranità del paese e gli interessi nazionali”.


Da parte nostra, esprimiamo l'augurio che la decisione sovrana del popolo moldavo che, con l'elezione dell'esponente socialista ha inteso anche manifestare la propria preferenza per una seria alternativa all'attuale situazione di subordinazione del paese ai piani di espansione imperialisti verso Est, sia rispettata, senza che si debba assistere all'abituale balletto di pesanti ingerenze, a cui le cancellerie dei paesi della NATO sono solite ricorrere.


*Pubblichiamo su gentile concessione della redazione

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