La copertura per la Brexit

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di Giuseppe Acciaio
 

Lo scorso 26 agosto è entrato in vigore il secondo pacchetto di sanzioni contro la Russia, studiato in coordinamento con gli Stati Uniti e tanto voluto da Trump. Le sanzioni hanno preso nel mirino le principali banche Russe come: Veb Bank, Sberbank, VTB, RSHB; per lo più colpendo gli investimenti esteri.


Alla base di questa nuova ondata delle sanzioni c’è il caso Skripal ex spia russa avvelenata con un agente nervino nel aprile del 2018 insieme alla sua figlia a Salisbury, che ancora oggi resta irrisolto.


Non a caso il pacchetto di sanzioni viene introdotto proprio nel momento giusto per il primo ministro Boris Johnson, impegnato nella lotta con l’opposizione per l’uscita dall’UE che cade il prossimo 31 ottobre.


Nonostante l’approvazione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, nel caso di Skripal non vi sono nuovi elementi, le indagini restano ferme e l’intelligence londinese fa solo resoconti sul lavoro svolto in tutto questo tempo.


È passata del tutto inosservata l’intervista rilasciata al “The Guardian” di Neil Basu - il capo del dipartimento antiterrorismo di Scotland Yard - nella quale ha dichiarato apertamente della totale assenza di prove del coinvolgimento russo nell’incidente. Le dichiarazioni ufficiali del capo del dipartimento che svolge le indagini sull’incidente Salisbury sono state del tutto ignorate dagli esponenti politici del paese.


Dopo questa intervista nei giornali britannici è apparsa la notizia del peggioramento della salute di Skripal, a circa un anno dall’accaduto, ormai passato in secondo piano. I giornali hanno riportato la notizia dell’altra persona avvelenata a Salisbury ma non vi è alcuna conferma ufficiale, trattasi solo di “voci”.


E molto probabile che su questa ondata antirussa sono usciti anche gli altri articoli su “Sunday Times” che parlavano di alcuni businessman russi che hanno corrotto Henry Bellingham, il ministro del commercio britannico, facendo pressioni per agevolare i propri interessi durante la ripartizione dei beni. L’intelligence britannica ha già aperto il caso e sta svolgendo le indagini.


Di conseguenza a un anno e mezzo dall’incidente le indagini non sono arrivate da nessuna parte, non vi è alcuna prova di coinvolgimento dei Russi nell’accaduto. La domanda sul - “perché sono giunti a Londra Petrov e Bashirov? “ -rimane senza alcuna risposta, perché Scotland Yard non ha trovato le prove che possono incastrarli.


Tutto ciò non ha fermato Trump e Johnson per sferrare un altro colpo alla Russia con nuove severe sanzioni. Guarda caso il nuovo pacchetto di sanzioni decorre proprio quando negli Stati Uniti inizia la compagna elettorale e l’arrivo imminente della data della Brexit; ad entrambi gli esponenti politici serviva il capro espiatorio e il nemico comune importante da combattere e hanno scelto la Russia.

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