L'11,7% della popolazione mondiale è in guerra: la mappa dei rischi geopolitici globali

Una percentuale anche maggiore è sul punto di entrare in un conflitto

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L'11,7% della popolazione mondiale è in guerra: la mappa dei rischi geopolitici globali

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Zero Hedge riporta un'inchiesta di Michael Cembalest di JPMorgan che mostra come l'11,7% della popolazione mondiale sia attualmente in guerra (e una percentuale notevolmente maggiore sembra sul punto), e offre un'analisi dei rischi geopolitici per i mercati azionari. L'abbattimento di un aereo di linea malese in Ucraina orientale e le sanzioni crescenti contro la Russia, l'invasione israeliana di Gaza, i nuovi scontri in Libia, le guerre civili in Siria, Afghanistan, Iraq e Somalia, le insurrezioni islamici in Nigeria e Mali, il caos post-elettorale in Kenya, violenti conflitti in Pakistan, Sudan e Yemen, il caos nell'Africa centrale, e la situazione in Corea del Nord. Solo in Colombia un conflitto pluridecennale sembra apprestarsi a conclusione.
 
Come osserva Cembalest, la lista è lunga e in crescita:
 
Per gli investitori, per quanto strano possa sembrare, questi conflitti non interessano (almeno per ora) i mercati azionari. Forse questo riflette la presenza marginale dei paesi teatri di guerra all'interno dei mercati dei capitali globali e l'economia globale, se non con la produzione di petrolio. 
 
Deutsche Bank mette in guardia come i rischi geopolitici rimangono alti:

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