Internazionalisti si mobilitano a Roma in difesa della rivoluzione bolivariana

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Internazionalisti si mobilitano a Roma in difesa della rivoluzione bolivariana

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di Geraldina Colotti

Il Venezuela non è una minaccia, il Venezuela è speranza. Con questo slogan, si è svolta una mobilitazione globale per respingere le aggressioni imperialiste contro la rivoluzione bolivariana. A Roma ci sono stati due momenti simbolici, che hanno visto manifestare rappresentante dei collettivi, delle organizzazioni di migranti latinoamericani in Italia, di partiti come Rifondazione Comunista e militanti del Nodo Territoriale Romano dell'Internazionale Antifascista, che hanno unito la loro presenza a quella di altri nodi territoriali che, dalla Liguria al Salento, hanno partecipato alla campagna Yo me alisto, a fianco del Venezuela bolivariano.

A Roma, gli internazionalisti hanno organizzato un flash mob al Colosseo, e un altro ai piedi del monumento del Libertador Simon Bolivar, che si trova per un felice caso simbolico all'incrocio con Via Antonio Gramsci, e che è stato fotografato mentre regge in una mano la bandiera venezuelana, e nell'altra quella della Palestina. “Yankee fuori dal Venezuela e dalla Patria Grande”, hanno gridato i lavoratori migranti dal Perù, dalla Colombia, dall'Ecuador, avvertendo l'imperialismo nordamericano che, se osa poggiare gli stivali sul suolo venezuelano, va incontro a un nuovo Vietnam, questa volta in America latina. Come diceva Chavez, e ripete il presidente Maduro: “Siamo una rivoluzione pacifica, però armata”


Foto e video qui

Geraldina Colotti

Geraldina Colotti

Giornalista e scrittrice, cura la versione italiana del mensile di politica internazionale Le Monde diplomatique. Esperta di America Latina, scrive per diversi quotidiani e riviste internazionali. È corrispondente per l’Europa di Resumen Latinoamericano e del Cuatro F, la rivista del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV). Fa parte della segreteria internazionale del Consejo Nacional y Internacional de la comunicación Popular (CONAICOP), delle Brigate Internazionali della Comunicazione Solidale (BRICS-PSUV), della Rete Europea di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana e della Rete degli Intellettuali in difesa dell’Umanità.

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