Il Ttip e l'arbitrato: il rompicapo di Juncker

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Nel giorno del suo compleanno, 9 dicembre, si legge su EurActiv, circa 60 attivisti di "Stop TTIP" daranno al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker un gigantesco biglietto di auguri firmato da un milione di oppositori al Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti.
 
Ma Juncker non ha bisogno di alcun biglietto per ricordarsi che il TTIP - e in particolare la questione se si debba includere un meccanismo di risoluzione delle controversie Investor Stato al suo interno – è un banco di prova importante per la sua neo presidenza.
 
Il meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitore e Stato, ISDS, è uno strumento di diritto pubblico internazionale contenuto in trattati di investimento tra due Stati, che offrono ai settori pubblici e privati il ricorso all'arbitrato contro gli Stati che hanno firmato il trattato se commettono una violazione.
 
Secondo i sostenitori tali clausole garantiscono i termini dei trattati, in quanto offrono un meccanismo di risoluzione indipendente per le parti che non hanno firmato il trattato. I detrattori - sindacati, le associazioni dei consumatori, gli ambientalisti - sostengono che tali clausole consentono alle grandi imprese di citare in giudizio i governi, permettendo agli interessi corporativi di sfidare la volontà sovrana degli stati democratici in sedi non-trasparenti. 
 
Anche i gruppi di centro-sinistra del Parlamento europeo - tra cui il Gruppo dei Socialisti & Democratici di raggruppamento - hanno votato contro. Così come i parlamenti francese e olandese.
 
Casi rilevanti evidenziati dagli oppositori includono i casi di arbitrato che coinvolgono il gigante del tabacco Philip Morris contro l'Uruguay e l’Australia sulle avvertenze sanitarie sui pacchetti di sigarette, e il gigante energetico svedese Vattenfall per danni dalla Germania a seguito della decisione del governo di abbandonare gradualmente l'energia nucleare.
 
In una comunicazione sulla ISDS, BusinessEurope, il gruppo di rappresentanza delle organizzazioni dei datori di lavoro europei, ha dichiarato che "in nessun caso l’ISDS può richiedere ad uno stato di revocare una legge, un regolamento o qualsiasi altra misura, anche nei casi in cui la legge particolare, il regolamento o la misura è stata giudicata incompatibile con l'accordo bilaterale ".
 
"Anche se gli arbitri non possono obbligare gli Stati a revocare una legge, questo non fermerà i governi dal farlo 'volontariamente' una volta che una causa multi-miliardaria sarà depositata o minacciata in modo da evitare il rischio potenziale di un grande multa”, avverte però Corporate Europe Observatory (CEO).
 
Gli arbitrati sono tenuti da una serie di organismi specializzati, il procedimento si svolge abitualmente in privato, e spesso sfocia in un accordo tra le parti, invece di portare a decisioni dei tribunale formali. Tuttavia tali decisioni vengono prese quando le parti non riescano a raggiungere un accordo.
 
Il ricorso all'arbitrato è emerso con forza negli ultimi due decenni.  

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