Gli USA continueranno ad appoggiare l'aggressione saudita contro lo Yemen

Gli Stati Uniti non lasceranno solo Riad negli attacchi sullo Yemen, ha affermato il capo del Pentagono James Mattis, nonostante i massacri ai danni dei civili icausati dai bombardamenti sauditi.

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Ieri, nel corso di una conferenza stampa a Washington, il segretario di Dipartimento della Difesa USA (Pentagono) ha ribadito che il suo paese continuerà a sostenere l'Arabia Saudita ed i suoi alleati nella guerra che hanno scatenato contro lo Yemen e il movimento popolare Ansarullah.
 
"Continueremo a lavorare con loro (i sauditi). (...) Negli ultimi anni abbiamo lavorato con i sauditi e gli Emirati e facciamo quello che possiamo per ridurre la probabilità che persone innocenti siano uccise o ferite" nei bombardamento, ha spiegato Mattis.
 
Mattis ha sostenuto che grazie "all'influenza" degli Stati Uniti sul regno saudita si  "è contribuito notevolmente a ridurre i casi di attacchi errati contro obiettivi civili".
 
In merito all'attacco su uno scuolabus nella provincia yemenita di Saada, Mattis ha riconosciuto che si è trattato di un "tragico errore", che ovviamente non ci impedisce continuare a lavorare con i sauditi, dal momento che non è stato rilevato "un crudele mancanza di considerazione da parte delle persone che lavorano" con gli USA prima dell'incidente.
 
Il sostegno di Washington ha sottolineato Mattis, "è condizionato" all'impegno di Riad per fare tutto quanto in suo potere per prevenire la perdita di vite innocenti in guerra apparentemente lanciata contro i combattenti Ansarullah, e a "sostegno" del processo di pace sponsorizzato dalle Nazioni Unite (ONU).
 
Il capo del Pentagono in un altro passaggio delle sue dichiarazioni, ha giustificato la guerra saudita contro lo Yemen, dicendo che l'Arabia Saudita "ha il diritto di difendere" il suo territorio di fronte degli attacchi missilistici di Ansarullah che, di fatto, non sono altro che una in risposta all'aggressione saudita avviata il 26 marzo 2015, che ha provocato decine di migliaia tra morti e feriti, oltre a far precipitare il paese in carestie ed epidemie.
 
 

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