Euro, la Germania si chiama fuori

Prima strumento di dominio, ora è il lager della repressione finanziaria

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Euro, la Germania si chiama fuori



di Guido Salerno Aletta - teleborsa
 

La Germania non ci sta.


Gli acquisiti di titoli di Stato da parte della BCE, portando i tassi di interesse tedeschi tutti in territorio negativo, hanno stravolto i mercati, taglieggiato i risparmiatori, affossato le banche.


Hanno premiato invece i Paesi con un alto debito pubblico tra cui l'Italia, togliendo valore ai titoli di Stato tedeschi, il cui rendimento è sceso al di sotto dello zero.


E' una vera follia, davvero, quella della BCE di aver puntato sui tassi negativi sui titoli e sui depositi. Una decisione che fa orrore anche alla stessa Federal Reserve statunitense: distrugge valore, come e peggio della inflazione dei prezzi.


La sentenza con la quale la Corte di Karlsruhe ha chiesto alla BCE di giustificare entro tre mesi la proporzionalità degli acquisti di titoli di Stato, iniziati con il Qe da Mario Draghi nel 2015 e di recente ripresi con il PEPP da Christine Lagarde, cioè la coerenza tra obiettivi attesi e conseguenze, avrà una risposta negativa: la BCE non darà alcuna spiegazione, perché la sua azione è indipendente da qualsiasi altro potere europeo e nazionale.


D'altra parte, la Corte europea di Giustizia ha già dichiarato la legittimità di queste misure. Ma la Corte tedesca ha ritenuto che questa sentenza non è valida, perché non è entrata minimamente nel merito delle misure disposte dalla BCE. Per questo ha ordinato alla Bundesbank di chiedere una giustificazione, entro tre mesi.


La crisi in corso farà stragi: non ci può essere solidarietà europea, perché solo i più forti si salveranno. E la Germania non ha alcuna voglia di offrire solidarietà ai Paesi più deboli, non solo l'Italia e la Spagna.


La Germania deve tirarsi fuori da questo orrido pantano che è diventato l'euro, visto che la BCE con i suoi acquisti schiaccia i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi ampiamente sotto lo zero, facendo fuggire così i risparmiatori e gli investitori verso i titoli americani, che offrono tassi ampiamente positivi.

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