Con quale decenza lo celebrate proprio voi?

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Con quale decenza oggi tutti commemorano la morte di Falcone come se si trattasse di un passato ormai superato e storicamente contestualizzabile?

Non si rendono conto tutti i politici, che ripetono come aforismi senza più senso le parole di Falcone, che proprio quelle parole li accusano?

Come possono oggi "celebrare" il sacrificio di chi ha rivelato la trattativa Stato Mafia, che volle fortemente che fosse riconosciuto il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per i politici, sedendo al governo tutti insieme con Berlusconi?

Quel governo Draghi che sta reintroducendo il superamento dei controlli su appalti, subappalti, verifiche antimafia, valutazioni d'impatto ambientale, per tutte le opere e i soldi del Recovery Plan, con la scusa dell'emergenza e della semplificazione, stanno rendendo omaggio a Falcone?

E l'usura di cui sono vittime le imprese italiane che stanno fallendo?

E i morti sul lavoro per mancanza di sicurezza e diritti?

E la macelleria sociale che trasforma i disoccupati e i nuovi poveri in manovalanza ricattabile?

E le società di ndrine che stanno acquistando le imprese, i negozi, i ristoranti, gli appartamenti ormai in svendita?

E le grandi opere in odore di mafia, dal TAV al realizzando ponte sullo stretto?

E l'ergastolo ostativo dov'è finito?

Non sono queste le gambe su cui camminano le idee di Falcone e Borsellino.

"La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione."

Ecco: queste parole ripassatele bene anche quando sembra che i morti del Ponte Morandi o della Funivia, oggi, non siano vittime di mafia.

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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