Chi sta davvero vincendo la "guerra al terrore"?

I risultati di 14 anni di terrore in Europa occidentale

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Chi sta davvero vincendo la "guerra al terrore"?

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La Francia si è dimostrata particolarmente vulnerabile al terrorismo quest'anno, scrive l'Economist. 

La carneficina a Parigi che ha causato la morte di 129 persone segue l'attacco di gennaio presso gli uffici di Parigi della rivista satirica, Charlie Hebdo, e l'attacco al supermercato ebraico. Nel mese di giugno un uomo è stato decapitato in un impianto chimico vicino a Lione. Due mesi dopo, un nuovo attacco su un TGV è stato sventato dai passeggeri.
 
Resta ora da interrogarsi su quali saranno le conseguenze dell'attacco terroristico più letale in Europa dall'attentato di Madrid nel 2004 e cosa le agenzie di sicurezza dell'Europa possono fare per ridurre il rischio che tali attacchi diventino un orrore ricorrente.
 
La brutalità degli attacchi del 13 novembre ha portato il numero totale di morti legate al jihadismo sul suolo francese quest'anno a 146: lo scenario da incubo da cui l'intelligence occidentale ha messo in guardia per anni. Quello che ha chiaramente accresciuto la suscettibilità dell'Europa a tali attacchi dal 2011 è la guerra per procura in corso in Siria e l'emergere dello Stato islamico (IS). 

Di seguito i risultati di 14 anni terrore in Europa:


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