Boko Haram è tornata a colpire: 44 bambine-kamikaze schierate dal giugno 2014

In risposta agli attacchi, Buhari, per un periodo circoscritto, aveva vietato alle donne di indossare il burqa per le strade

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Boko Haram è tornata a colpire: 44 bambine-kamikaze schierate dal giugno 2014

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di Augusto Rubei*

Qualche giorno fa Boko Haram è tornata a colpire. Prima Maiduguri, capitale dello Stato di Borno: 85 morti. Poi Mora, una piccola città nel nord del Camerun, a dimostrazione delle capacità transfrontaliere che il gruppo oramai vanta alla luce del sole. A Mora a farsi saltare in aria sono state due ragazze, a bordo di un'autobomba.
 
Non è la prima volta che la setta ricorre all'uso delle donne per compiere attacchi terroristici. Era accaduto già a inizio settembre, come ricorda il Long War Journal: due giovani erano state lanciate come bombe umane in un mercato affollato e in un campo militare a Kerewa. Il 26 luglio invece era toccato a una bambina di 9 anni, imbottita di esplosivo a Maroua. E subito dopo a una sua coetanea, immolata in un centro abitato a Damaturo, in Nigeria. Tre giorni prima altre due donne-suicide avevano provocato 22 morti e una cinquantina di feriti a Fotokol.
 
In risposta agli attacchi il nuovo governo di Muhammadu Buhari per un periodo circoscritto aveva vietato alle donne di indossare il burqa per le strade. Ma è servito a poco. Quella di Boko Haram è una tattica ben studiata. C'è un motivo preciso, anche se piuttosto comune e banale, dietro l'impiego di ragazze e bambine per gli attacchi suicidi: portano gonne lunghe o veli, che gli permettono di nascondere più facilmente gli ordigni e destano meno sospetti degli altri miliziani uomini.
 
Secondo le stime fornite dal ricercatore Caleb Weiss, l'organizzazione avrebbe schierato almeno 44 donne kamikaze in Nigeria e Camerun dal giugno 2014, quasi una a settimana, con età a partire dai 10 anni. Poi bisogna mettere a conto i rapimenti, i matrimoni forzati, le violenze e gli stupri seriali. Nemmeno l'Isis sembra aver osato tanto fino ad ora.
 
La nuova scia di sangue ha ovviamente contribuito a esasperare il clima di paura, ciononostante, le continue incursioni degli eserciti di Ciad, Niger e Camerun qualche risultato hanno iniziato a produrlo, in primis limitando le capacità del gruppo. È assai probabile che il leader Abubakar Shekau abbia infatti iniziato a intensificare la sua campagna di terrore urbano poiché è consapevole di non disporre delle risorse sufficienti per ingaggiare una guerra convenzionale contro le autorità nigeriane.
 
L'utilizzo di donne o bambine per portare a termine attacchi suicidi, oltre che un fatto agghiacciante, potrebbe essere il segno di un progressivo declino dell'organizzazione. Così come lo è stato l'adesione al Califfato di al Baghdadi, che oltre a costituire la formalizzazione di un'intesa, è apparso fin da subito il tentativo di fare cartello con i "fratelli" dell'Isis in un momento di estrema difficoltà. 


*Articolo già pubblicato su Huffington Post

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