Armiamoci ed aprite: ma si può iniziare così?

7215
Armiamoci ed aprite: ma si può iniziare così?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Marino Poerio*


In queste poche ore che precedono le tanto agognate, rinviate, sopravvalutate riaperture, tanti commercianti ed esercenti corrono febbrilmente a destra e a manca per riorganizzare il gran giorno di lunedì.


Alcuni hanno deciso invece di stare alla finestra, preferendo la prudenza di una chiusura volontariamente procrastinata alle troppe incertezze di riaperture così rischiose.


Chi ha deciso di sperare e buttarsi sta pulendo, igienizzando locali (in cui il virus non sarebbe mai potuto comparire in due mesi di chiusura, ma tant'è), spostando tavoli, banconi e sedie col metro in mano.


C'è molta confusione, manca la certezza sul punto di inizio delle misurazioni, su quanti dipendenti ripescare dalla cassa integrazione, sui cibi da comprare e preparare.


Sull'esattezza di queste previsioni si giocano parecchio.


È una sorta di strano e malinconico nuovo inizio, un secondo punto zero, come il primo giorno in cui hanno aperto le loro aziende, ma senza lo stesso spirito felice di impresa parzialmente compiuta, di soddisfazione per un percorso sempre travagliato ma entusiasmante infine giunto alla grande prova del giudizio dei clienti, con tutto l'ottimismo e la buona volontà possibili.


Ora invece serpeggia il timore, la prudenza, lo scetticismo disincantato di chi dice "sempre meglio che stare in casa", addirittura uno schietto pessimismo frutto della ragione, perché avviando la macchina cominceranno a correre subito le spese, con l'indicatore degli incassi troppo lento per tanto tempo. Quanto si resisterà?


Molti già pensano a convertirsi in srl, società a responsabilità limitata, per evitare che un domani i creditori possano assalire i beni personali: dando quasi persa l'azienda, si pensa a come salvare la propria vita.


Ma si può iniziare così?


Non c'erano davvero alternative?


Noi del Mosa le avevamo tirare fuori, ci hanno ignorato. 


Abbiamo spiegato che il virus produrrà una grande crisi di domanda, non di offerta, e che lo stato avrebbe dovuto semplicemente mettere le nostre aziende in congelatore, bloccandone tutti i debiti prodotti dal periodo di chiusura, erogando alle persone contributi a fondo perso, per permetterci di aprire solo in seguito in sicurezza, sereni, senza gli incubi dei distanziatori sociali, delle responsabilità in caso di malattie a un dipendente, con la tremenda spada di Damocle  di una nuova chiusura dopo poco tempo.


Ma adesso ci siamo: si parte, vada come vada. 


Brindiamo: lo spettacolo deve ricominciare, lo Stato ha bisogno che apriamo, ha bisogno di un pretesto per chiederci, tra poco, di pagare le tasse. Prosit.


*Fondatore del Movimento delle Saracinesche

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La guerra mondiale non è più "a pezzi" di Paolo Desogus La guerra mondiale non è più "a pezzi"

La guerra mondiale non è più "a pezzi"

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti