Aggressione al Venezuela e la insostenibile leggerezza dei "sovranisti per Trump"

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Aggressione al Venezuela e la insostenibile leggerezza dei "sovranisti per Trump"

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di Francesco Santoianni


Fa davvero rabbrividire la posizione di tanti “sovranisti” (si veda, ad esempio, qui) che pur di difendere il loro idolo Trump, presentano quello accaduto in Venezuela come una pastetta tra Maduro e il Deep State per la quale non vale la pena di scendere in piazza. Ancora peggio, la spocchia dei tanti cantori del Diritto Internazionale che, dopo una più o meno blanda critica di quanto fatto da Trump, si sentono autorizzati a condannare il “dittatore Maduro”.

Eppure il rapimento di Maduro, con l’uccisione delle 32 guardie del corpo e i bombardamenti su Caracas, avrebbero dovuto suscitare mobilitazioni e proteste ben più consistenti di quelle che attualmente si stanno tenendo. Sì, ma perché le piazze sono pressoché vuote?

Così come per quello inerente alla guerra in Ucraina, uno dei motivi che impedisce la nascita di un movimento di protesta degno di questo nome è il persistere nell’opinione pubblica occidentale delle credenze imposte da una colossale campagna di Fake News che si perpetua dal 1998, data di elezione alla presidenza di Ugo Chávez. La prima tra queste credenze è che il Venezuela sia null’altro che una dittatura finalizzata a spolpare il popolo e arricchire un pugno di oligarchi. E per consolidare questa credenza, oggi vengono diffusi su TV e Internet video o foto (false o fuori contesto) di folle oceaniche che, in Venezuela, festeggiano l’arresto di Maduro. In realtà l’attacco degli USA del 3 gennaio, lungi dal provocare un regime change, ha rafforzato l’innegabile consenso di massa verso Maduro e la paralisi delle opposizioni. Consenso guadagnato con l’attuazione di coraggiose politiche sociali, nonostante sanzioni che, da decenni strangolano, l’economia venezuelana e il sequestro di miliardi di euro in oro custoditi nella Bank of England.

Ma dicevamo delle fake news contro i governi Chavez e Maduro. Compito arduo solo elencarle; qui sotto mi limito a linkarne alcune tra le tante e poi disperse sul mio computer. E per quanto riguarda l’assoluta esigenza di una mobilitazione contro questo ennesimo atto dell’imperialismo USA rimando al video che conclude questo articolo.

 

 

Francesco Santoianni

Francesco Santoianni

 

Da dieci anni, smaschera, qui, fake news diffuse dai Signori della Guerra. E anche su www.pecorarossa.it e www.disastermanagement.it  

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