Vaccini o pastarelle? Per favore non la chiamate scienza

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Vaccini o pastarelle? Per favore non la chiamate scienza

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Del vaccino AstraZeneca e dei suoi produttori bottegai da borsa nera s'è già  detto abbastanza, ma del glaciale Pfizer, ora meno glaciale sennò  mi sa che si vendeva poco, s'è detto molto meno.

Lasciamo stare i 227 morti dichiarati in GB  post vaccino Pfizer perché, al pari dei 275 post AstraZeneca, non ci sono "nessi causali", idem per i 43 ciechi e via dicendo, ma il giochetto della catena del freddo ultra polare trasformatosi in freschetto da frigo domestico,  o quello del numero variabile di dosi contenute in una fiala non insospettisce nessuno?

Che fine ha fatto la truppa di sciiiiienziati oranti mediatici? e perché  nemmeno uno di loro fiata  davanti ai trucchetti aritmetici che prima  prevedevano 4 dosi per una fiala, poi , ops scusate ci avevate frainteso, le dosi erano 5, poi ancora, scusate volevamo dire 6 e infine, ultim'ora, ogni fiala, se non fate gli spreconi, vi darà ben 7 dicasi SETTE dosi per sette diverse  braccia! 
Notizia ufficiale affidata per la diffusione  alle TV pubbliche.

Parliamo di vaccini eh,  non di pastarelle con più o meno zucchero vanigliato, è  chiaro vero?

Ma voi vi fidate di questi venditori di elisir di lunga vita a dosi variabili? 
Possibile che gli incantatori abbiano tolto anche  l'attitudine al dubbio? Che poi una volta si diceva dovesse essere  un corollario del pensiero scientifico!?

E va bene, del resto con la fede non si ragiona! se secoli di papi,  cardinali e clerici corrotti non hanno abbattuto la fede di milioni di umani nella Chiesa, come sperare che davanti al panico si sollevi un dubbio sui venditori di presunta salvezza antivirus? 

In fondo anche qui è  questione di fede. 

Però,  per favore, non la chiamate scienza!

Patrizia  Cecconi

Patrizia Cecconi

Patrizia Cecconi. Laureata in Sociologia presso la Sapienza di Roma, tiene per alcuni anni seminari sulla comunicazione deviante. Successivamente insegna negli Istituti superiori per 25 anni. Interessata
all'ambiente e ai diritti umani ha pubblicato e curato diversi libri su tali argomenti e uno in particolare sulla Palestina esaminata sia dal punto di vista ambientale che storico-politico. Ha presieduto per due mandati
l'associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese di cui ora è presidente onoraria. Per circa 12 anni ha trascorso diversi mesi l'anno in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, occupandosi di progetti e testimonianze dirette della situazione. Collabora con alcune testate on line e un paio di riviste cartacee.

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