Truppe cinesi si ammassano al confine con il Vietnam

E sui social media cinesi circola la voce che "un conflitto tra la Cina e il Vietnam è imminente"

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 Truppe cinesi si ammassano al confine con il Vietnam

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Mentre Putin ha nuovamente ordinato il ritiro delle truppe russe dal confine ucraino e Rasmussen ribadito che la NATO non ha evidenze di questo ritiro, quella che si preannuncia come una escalation di gran lunga più pericolosa è ciò che la Cina sta facendo al confine con il Vietnam, dove, nei giorni scorsi manifestanti hanno distrutto fabbriche cinesi e ucciso civili cinesi in rappresaglia alla decisione di Pechino di installare una piattaforma per l’esplorazione petrolifera a circa 220 chilometri dalla costa vietnamita, in acque di cui il Vietnam rivendica la sovranità, e vicino alle Isole Paracel, territorio controllato da Pechino ma rivendicato da Hanoi. 
 
Secondo 'Epoch Times' “truppe, carri armati, camion, artiglieria e corazzati da trasporto dell’Esercito cinese sono stati visti dirigersi verso la frontiera vietnamita, il 16 e 17 maggio, secondo le fotografie scattate dai residenti vicino al confine." 




 
Il motivo? Una spiegazione che circola sui social media cinesi è che un “conflitto tra la Cina e il Vietnam è imminente".

 
 
E se gli Stati Uniti avessero mai avuto intenzione di sostenere il nemico di un tempo, Fang Fenghui, capo del personale generale dell’Esercito cinese è stato chiato nel difendere le trivellazioni petrolifere in acque contese con il Vietnam e mettere in guardia gli Stati Uniti dal prendere posizione avvertendo che "questi problemi potrebbero influenzare o disturbare il rapporto tra i due paesi e i due Eserciti”
 
Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, ha però ribadito la posizione di Washington che considera la piattaforma petrolifera cinese e l’invio di numerose navi nella zona un "atto provocatorio che solleva le tensioni nella regione, e rende più difficile una soluzione delle controversie territoriali a danno della pace e della stabilità nella regione".
 
Carney ha detto che gli Stati Uniti non prenderanno posizione sulle rivendicazioni territoriali, ma, " prenderanno una posizione sul comportamento dei richiedenti che devono risolvere le loro controversie in modo pacifico, senza intimidazioni, senza coercizione, e in conformità con il diritto internazionale".

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