TORNANO VENTI DI GUERRA E PAURA NUCLEARE IN EUROPA

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TORNANO VENTI DI GUERRA E PAURA NUCLEARE IN EUROPA

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di Michele Blanco*

Il pericolo guerra è sempre più vicino. Putin ordina esercitazioni militari con armi nucleari. A combattere a fianco degli ucraini i militari francesi sono già dispiegati sul terreno.

Sembra evidente che l’ipotesi di un dispiegamento di soldati inglesi e americani stia prendendo fortemente piede, e del resto, altrimenti, il dispiegamento dei francesi non avrebbe senso, se non concordato precedentemente in sede Nato. Agli attuali militari se ne aggiungeranno presto alcune migliaia.

Il governo di Kiev si dichiara pronto ad accogliere soldati di altri paesi, già decine di migliaia di “mercenari” e istruttori occidentali sono presenti. Sempre più gli ucraini non vogliono combattere, cercano di scappare, chi è all’estero non vuole tornare in patria, e poiché sono anche stanchi di una guerra che era stata annunciata dalla propaganda occidentale come una passeggiata, ora americani e “alleati” vari sembra che stiano cercando di rimpiazzare Zelenskij, con qualcuno più popolare e “più affidabile” che si impegni a prolungare la guerra.

La Russia sta tenendo esercitazioni di guerra con armi nucleari non strategiche, molto vicino al teatro di guerra ucraino.

Certo è che gli ambasciatori francesi e inglesi sono stati chiamati al ministero della difesa russo, non si conoscono i termini dei colloqui, di certo non sono stati amichevoli.

Ma secondo esperti di geopolitica sembra che la Russia abbia indicato con chiarezza la linea rossa da non passare e che se si continua così colpirà basi militari anche fuori dal territorio ucraino. Putin sta tenendo riunioni col suo stato maggiore ma sembra che la risposta sia oramai automatica, già stabilita, se si supera la linea rossa. Quale essa sarà speriamo di non doverlo scoprire mai. 

Tutti questo è logico e coerente con la dottrina militare russa, e del resto se la guerra è inevitabile allora ai russi conviene farla prima che gli eserciti NATO siano dispiegati ai loro confini.

Speriamo ovviamente che sia solo rumore di sciabole ma qualunque persona di buon senso, anche chi non segua queste cose, capisce chiaramente che la tensione ha superato il livello di guardia.

Resta la carta diplomatica del presidente cinese Xi Jin Ping, che possa mediare efficacemente tra le parti, ma gli statunitensi accetteranno fino in fondo tale mediazione?

Resta la grande speranza di Papa Francesco, che molto giustamente ha rifiutato di partecipare a una conferenza di pace in Svizzera se non partecipa la Russia. Del resto una conferenza di pace senza uno dei due coinvolti solo la stupidità delle incapaci elites occidentali poteva immaginarla insieme agli sciocchi e manipolatori mass media che ancora fanno solo propaganda.

Per fortuna, al momento, l’Italia resta fuori e allo stato attuale vale la dichiarazione del ministro della difesa Crosetto secondo cui l’Italia è disposta ad aiutare con l’invio di armi ma l’invio di uomini è fuori discussione.

*Articolo già pubblicato su Eguaglianza.it

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