Renzi e il "fuoco amico" come strategia politica

1316
Renzi e il "fuoco amico" come strategia politica

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Molta gente in Italia si stupisce ancora per metodi e procedure adottati da Matteo Renzi e dalla sua corte di traffichini di contado. Noi a Firenze abbiamo fatto da cavie alla sua ascesa e possiamo rimarcare un elemento che ci sembra sia sfuggito a molti: tutta la carriera del personaggio è stata costruita sulla gestione del "fuoco amico" contro i suoi compagni di partito. Questo è stato l'elemento essenziale e per certi aspetti quasi unico del suo successo. Non riusciamo a ricordare una sola frase pronunciata contro Berlusconi, che andava a riverire ed omaggiare ad Arcore, tutt'al più criticato talvolta perché "vecchio", al pari di tutta la politica italiana interpretata secondo le categorie idiote del giovanilismo più ruspante. 

Da D'Alema a Veltroni, a Franceschini, a Bersani, fino a Enrico Letta e ora a Conte: tutta la carriera del personaggio è costruita sullo sgomitamento quotidiano e sulla pugnalata finale verso i suoi compagni di partito o di coalizione. 

Il suo successo apre molti interrogativi. Da un lato rivela l'insofferenza diffusa nella cosiddetta "base" nei confronti di dirigenti considerati responsabili delle sconfitte: il mantra "con Renzi si vince" è stato l'elemento di traino per la confluenza di molti vecchi e nuovi militanti divenuti rapidamente marmaglia renziana anziché base di un partito che vantava la confluenza di tradizioni nobili seppure corrotte e divenute quasi irriconoscibili. Sembrò avverarsi nel 2013, nell'arco breve che andava dalla sua conquista del potere al sorprendente voto delle europee. Poi la sua fortuna prese a declinare fino a spegnersi. Oggi con Renzi non si vince, tutt'al più si vivacchia, per chi ha legato le sue sorti alla banda di famelici traffichini e di affaristi che costituiscono il famoso "giglio magico".  

Dall'altro lato, la sua parabola è rivelatrice del corrompimento senza ritorno di una base popolare di nobili tradizioni, che si ridusse ad osannare il più spregevole e vuoto demagogo mai arrivato al potere nella storia repubblicana.

Gianpasquale Santomassimo

Gianpasquale Santomassimo

Storico e docente italiano. Ha insegnato presso il Dipartimento di storia dell'Università di Siena. Autore di "Antifascismo e dintorni" (Manifestolibri, 2004)

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia di Francesco Santoianni La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente di Giuseppe Giannini La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti