Quando un terremoto diviene divino: il complottismo "religioso" di Tel Aviv

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PICCOLE NOTE

 

«Invocare le ritorsioni divine è ormai la continuazione della politica con altri mezzi». Così lo scrittore israeliano Etgar Eret, sul Corriere della Sera del 31 ottobre, commenta le infauste dichiarazioni del vice-ministro israeliano Aiub Kara.

 

Costui aveva affermato che il terremotoin Italia sarebbe una conseguenza dell’astensione italiana sulla risoluzione dell’Unescosui luoghi santi di Gerusalemme, giudicata troppo filo-palestinese dal governo di Israele, Essa infatti, secondo il governo israeliano, riconosce solo i diritti arabi su quei luoghi senza far menzione degli analoghi diritti di parte ebraica.

 

Al di là della questione specifica, la boutade dell’esponente israeliano è stata corretta dal governo Tel Aviv, che lo ha prontamente sconfessato. E però, per Eret tale presa di posizione non è figlia solo di un momento di follia di un singolo politico.

 

Per lo scrittore il problema è che «nel governo israeliano soffia uno spirito messianico. Tzipi Hotovely, viceministro degli Esteri, è convinta che il Tempio di Gerusalemme verrà ricostruito nel nostro tempo. Io sono agnostico e se anche credessi in Dio non penso che lavorerebbe per Natanyahu, e di certo Kera non sarebbe il suo profeta. Non è un problema di fede religiosa, ma di uso che viene fatto della religione. Se un partito è convinto di possedere la verità piovuta dal cielo, considererà  gli altri sempre dalla parte sbagliata. E da punire per loro idee».

 

E conclude: «Una volta era possibile discutere, essere pro o contro un accordo di pace con i palestinesi, senza venir colpiti da un incantesimo di sfortuna dei manichei».

 

Nota a margine. Val la pena accennare a come tali maledizioni, nella storia recente di Israele, hanno portato a volte effettivamente sfortuna, come avvenne per Yitzhak Rabin, che aveva fatto la pace con Arafat, e per Ariel Sharon, promotore del ritiro delle forze israeliane da Gaza: entrambi prima di morire furono fatti segno della pulsa diNura, una maledizione di morte di ispirazione cabalistica.
 

Non lo ricordiamo per avvalorare la validità dell’incantesimo, quanto per ricordare quanto il clima messianico abbia influenzato la storia recente di Israele.
 

Per quanto riguarda invece la risoluzione dell’Unesco, conforta il parere dello scrittore israeliano, convinto, come altri, che l’organismo internazionale abbia inutilmente estremizzato una problematica pur giusta, Cosa che consentirà «al governo di destra di respingere le proposte e gli interventi della comunità internazionale». Ad esempio quelli indirizzati a costringere Tel Aviv a riprendere il filo del processo di pace con i palestinesi.

 

Il fatto che grandi sponsor della proposta Unesco siano stati Paesi quali Qatar e Arabia Saudita, alleati di Tel Aviv nel confronto contro gli sciiti, rende palese la complessità di un mondo, quello mediorientale, nel quale forze centrifughe e centripete si alimentano a vicenda.


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