La sconfitta di Trump vista dall'America Latina: tremano i suoi alleati
La netta vittoria democratica alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti non rappresenta soltanto una pesante battuta d'arresto per Donald Trump, ma rischia di avere conseguenze anche sugli alleati che il presidente statunitense ha coltivato in America Latina. Una schiera di governi neoliberisti e forze di estrema destra che aveva puntato sulla protezione politica, economica e diplomatica di Washington si trova ora a fare i conti con un alleato indebolito e con un quadro internazionale più incerto. La sconfitta repubblicana mette in discussione soprattutto la capacità di Trump di portare avanti senza ostacoli la cosiddetta Dottrina Donroe, un progetto di dominazione statunitense nel continente. Con entrambe le camere del Congresso passate sotto il controllo democratico, alcune iniziative della Casa Bianca saranno sottoposte a maggiore scrutinio, in particolare sul terreno commerciale, tariffario e degli aiuti economici e militari. A tremare è soprattutto Javier Milei.
Il presidente argentino ha costruito una stretta alleanza con Trump, accompagnandone le iniziative internazionali e garantendo a Washington un sostegno politico e diplomatico sistematico. In cambio, Buenos Aires ha beneficiato anche del sostegno finanziario statunitense nei momenti più difficili della crisi economica. Ora il governo argentino deve interrogarsi sulla possibilità di continuare a contare sulla stessa protezione del Tesoro USA, soprattutto in vista delle prossime elezioni presidenziali. Anche il presidente colombiano Abelardo de la Espriella, che aveva ricevuto l'appoggio di Trump, guarda con preoccupazione ai possibili cambiamenti. Sul tavolo ci sono fino a un miliardo di dollari di assistenza statunitense, la cui erogazione dipende anche dalle decisioni del Congresso.
A essere ridimensionato potrebbe essere inoltre lo Scudo delle Americhe, l'alleanza politica, economica e militare promossa da Trump per consolidare una rete di governi fedeli agli interessi di Washington. La sconfitta dell'estrema destra in Brasile, con il ritorno di Lula da Silva alla presidenza, aveva già rappresentato un duro colpo per questo progetto. La partita, tuttavia, non è chiusa. Le strutture di cooperazione militare e politica già costruite potrebbero sopravvivere anche a un ridimensionamento dell'iniziativa trumpiana. Ma il messaggio politico proveniente dagli Stati Uniti è inequivocabile: i governi latinoamericani che avevano scommesso sul potere di Trump dovranno rivedere i propri calcoli.
Per la destra neoliberista e ultraconservatrice del continente, abituata a cercare nella Casa Bianca un sostegno decisivo, si apre una stagione di maggiore incertezza.
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