Polonia, Tusk accusa i “bot russi” per la crisi costituzionale
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha accusato i suoi avversari politici di ricevere sostegno da un «esercito di bot russi», nel contesto di una crisi costituzionale sempre più grave a Varsavia. Il leader filoeuropeo non ha fornito alcuna prova a sostegno della sua affermazione, avanzata dopo che una giudice sostenuta dal governo ha deciso di estromettere dal Tribunale costituzionale due funzionari chiave appoggiati dal suo rivale, il presidente di destra Karol Nawrocki, scatenando l’indignazione dell’opinione pubblica.
I disordini sono scoppiati venerdì quando Anna Korwin-Piotrowska, giudice eletta dalla maggioranza di governo di Tusk, ha ordinato la sospensione del presidente del Tribunale costituzionale Bogdan Swieczkowski e del suo vice Bartlomiej Sochanski, entrambi legati al partito di opposizione Legge e Giustizia (PiS). L’attuale dirigenza del Tribunale ha respinto le sospensioni, dichiarando che tutti coloro che partecipano al tentativo di presa di potere «stanno commettendo il reato di colpo di Stato».
L’accaduto ha scatenato proteste di piazza intorno al palazzo di giustizia e un massiccio dispiegamento di forze di polizia. Nawrocki, che ha annullato un viaggio previsto in Senegal, si è fatto strada con la forza all’interno del Tribunale per confrontarsi con Korwin-Piotrowska e i suoi alleati, dichiarando loro: «voi non siete giudici del Tribunale costituzionale».
In un discorso televisivo sabato sera, Tusk si è affrettato a difendere le proprie azioni, accusando i suoi rivali di «cercare di distruggere la democrazia e lo Stato di diritto». Il primo ministro polacco, forte sostenitore dell’integrazione nell’UE e presidente del Consiglio europeo dal 2014 al 2019, critica da tempo le riforme giudiziarie del PiS – che secondo lui minano l’indipendenza dei giudici – nonché il rifiuto di Nawrocki di far prestare giuramento a cinque giudici del Tribunale costituzionale eletti dall’attuale maggioranza parlamentare.
«È avidità, stupidità o tradimento?» ha chiesto Tusk, sostenendo che l’opposizione stesse ricevendo sostegno da «forze filo-russe in tutto il mondo». «In questo conflitto, stanno utilizzando un esercito di bot russi online. Anzi, hanno persino ricevuto complimenti pubblici dall’ideologo capo del Cremlino», ha affermato il primo ministro, senza fornire ulteriori prove né approfondire.
In risposta al discorso di Tusk, il capo di gabinetto del presidente, Zbigniew Bogucki, ha definito il primo ministro un «bugiardo patologico» e lo ha accusato di appiccare il fuoco alla Polonia fingendo di spegnerlo. «È difficile trovare una sola parola, espressione o frase che sia vera, che rifletta la realtà effettiva o giuridica», ha aggiunto.
L’accusa di Tusk arriva dopo che diversi media occidentali, falchi anti-Russia e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno diffuso la tesi secondo cui gli attacchi con droni di Kiev, che hanno danneggiato diversi centri dati gestiti dal gigante tecnologico russo Yandex, avrebbero paralizzato presunte reti di bot russe a sostegno dei movimenti di destra occidentali, tra cui l’AfD tedesca e il movimento MAGA del presidente statunitense Donald Trump. Tuttavia, diverse indagini indipendenti condotte da società di sicurezza informatica e di ricerca hanno rapidamente smentito questa versione dei fatti. Gli esperti, in particolare, hanno sottolineato che un grafico diventato virale, che presumibilmente mostrava un crollo dell’attività legata all’AfD, è risultato contenere dati inventati o non verificabili.
Commentando il caos, l’ex presidente russo Dmitry Medvedev lo ha descritto come un «colpo di Stato costituzionale». Ha suggerito che «Tusk, il protetto di Bruxelles» stesse perseguitando i conservatori del PiS a causa della loro ostilità nei confronti dei collaboratori nazisti ucraini. Medvedev ha concluso richiamando sarcasticamente una vecchia battuta da cortile scolastico: «E queste sono le persone che rimproverano me e mio fratello perché ci mettiamo le dita nel naso».


