Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni
di Francesco Santoianni
Da quattro giorni, sui media nessuna notizia sul “militare italiano” trovato, per puro caso, dai Carabinieri a Somma Vesuviana il 21 ottobre con tre bottiglie molotov nell'automobile e, quindi, trasferito nel carcere di Poggioreale. Nulla, neanche il solito comunicato della Procura sull’eventuale convalida dell’arresto o sul nome del fermato. Che, ovviamente, ora è uccel di bosco considerando la nuova legge sull’impunità concessa ai servizi segreti che, a differenza dei poliziotti rinviati a giudizio per i fatti di Genova del 2001, possono ora portare alla luce del sole bottiglie molotov e altro ai loro infiltrati nei cortei.
Intanto – forse, per far dimenticare questa storia o per dare mangime sui social ai “complottisti” o ai “vannacciani” - dilaga il can-can mediatico sulla “identificazione del capo dei maranza”: tale Youssef Siher “ricercatore presso l’ISPI” (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). Il tutto per dimostrare che – al pari di Tony Negri di qualche decennio fa - se i cortei di questi giorni finiscono in scontri con la polizia non è per gli infiltrati, la miseria e la conseguente rabbia ma per qualche “cattivo maestro” (si veda la foto).
Il tutto nella speranza che le migliaia di autotrasportatori, coltivatori, pescatori… scesi in piazza in questi giorni si rassegnino davanti alle elemosine (alcune subordinate all’OK dell’Unione europea) promesse dal governo.


