Crollo IA, il Nasdaq-100 perde 2.000 miliardi ad ottobre

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Crollo IA, il Nasdaq-100 perde 2.000 miliardi ad ottobre

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Gli investitori temono che i centinaia di miliardi investiti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale non producano i profitti promessi. Alphabet giù del 12,6% in una sola seduta, Intel del 28,6%.

Nel mese di ottobre il Nasdaq-100, indice fortemente orientato al settore tecnologico, ha perso 2.000 miliardi di dollari di valore di mercato, con gli investitori sempre più scettici sul fatto che gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale possano mai dare i frutti sperati.

Venerdì il Nasdaq Composite ha registrato un calo del 2,9%, la più forte flessione giornaliera da giugno. Nel corso dell’intero mese il Nasdaq ha perso circa il 5,2%, segnando la peggiore performance dal marzo 2025, mentre l’S&P 500 è sceso dell’1,2% e il Dow – che comprende molte aziende tradizionali – ha comunque chiuso ottobre in rialzo dell’1,5%.

Tra le società più colpite c’è Alphabet, proprietaria di Google, le cui azioni sono crollate del 12,6% giovedì, nella giornata peggiore mai registrata. Il crollo è stato innescato dai risultati finanziari, che hanno evidenziato una crescita più lenta nella pubblicità sui motori di ricerca, il suo core business.

Sebbene i ricavi della pubblicità sui motori di ricerca siano comunque cresciuti del 12%, il dirigente di Google Philipp Schindler ha riconosciuto che la sua “Modalità IA” genera meno ricavi pubblicitari per ricerca rispetto ai risultati tradizionali. Allo stesso tempo, Alphabet sta investendo massicciamente nelle infrastrutture di intelligenza artificiale, esercitando un’ulteriore pressione sul proprio flusso di cassa. Anche l’utile netto della società è sceso del 25% su base annua, in gran parte a causa delle perdite legate agli investimenti, mentre il crollo delle azioni di giovedì ha cancellato quasi 500 miliardi di dollari dal suo valore di mercato.

Amazon ha riportato un flusso di cassa libero negativo di 42,4 miliardi di dollari negli ultimi 12 mesi, in gran parte dovuto agli investimenti nell’IA, con le sue azioni in calo dell’1,4% venerdì. Il produttore di chip Intel ha registrato un andamento ancora peggiore, crollando del 28,6% – la sua giornata peggiore dal 1974 – dopo aver previsto utili inferiori a causa delle difficoltà nei settori dei PC e della produzione.

Nvidia – che produce potenti chip utilizzati per addestrare e far funzionare i sistemi di IA – ha perso il 4,2%, diventando il principale fattore di ribasso dell’S&P 500, mentre la rivale AMD ha registrato un calo del 10,9%.

Commentando il crollo, Keith Buchanan, senior portfolio manager di Globalt Investments, ha descritto lo stato attuale del mercato come “di attesa” e “di conoscenza”. «L’anno scorso era la speranza. Quest’anno è: in fin dei conti, come funziona tutto questo nella realtà, ad esempio come finanziarlo e chi ne trarrà vantaggio economico. A queste domande è molto più difficile rispondere», ha dichiarato alla CNBC.

Negli ultimi anni gli ingenti investimenti nell’IA e nei data center sono diventati una costante per i giganti tecnologici statunitensi. Si prevede che, complessivamente, Microsoft, Meta, Amazon e Alphabet spenderanno oltre 700 miliardi di dollari in data center, apparecchiature informatiche e altri investimenti a lungo termine solo nel 2026, e gran parte di questi investimenti è legata all’IA.

Secondo varie stime, gli investimenti globali legati all’IA quest’anno sono valutati tra i 900 miliardi e i 2,7 trilioni di dollari, a seconda della metodologia utilizzata. Le aziende stanno inoltre ricorrendo maggiormente al credito per finanziare la propria espansione, alimentando le preoccupazioni tra gli investitori.

Gli analisti di mercato, nel frattempo, mettono in guardia da ulteriori perdite nel breve termine. Michael Hartnett, stratega di Bank of America, prevede un andamento debole fino a metà novembre, mentre Mike Wilson di Morgan Stanley sostiene che l’indice S&P 500 potrebbe scendere ulteriormente nel giro di poche settimane prima di recuperare entro la fine dell’anno.

Altre prove importanti per il mercato statunitense sono le elezioni di medio termine di martedì, che potrebbero ridefinire la regolamentazione dell’IA, nonché i risultati trimestrali di Apple, Nvidia, AMD e Palantir e il rapporto sull’occupazione di venerdì.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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