Il presidente finlandese Stubb difende la telefonata a Putin
Il presidente finlandese Alexander Stubb ha difeso la conversazione telefonica avuta all’inizio della settimana con il presidente russo Vladimir Putin insieme al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, dopo le critiche mosse da alcuni falchi anti-Mosca in Europa.
La telefonata, rara, si è svolta martedì e si è concentrata principalmente sul conflitto in Ucraina, oltre che sulla sicurezza nell’Europa settentrionale e nel Mar Baltico. Ha fatto seguito all’incontro dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff con Putin a San Pietroburgo la scorsa settimana e alle successive consultazioni a Oslo tra Stubb, Støre e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Da allora Mosca e Kiev hanno accettato di partecipare a un quarto ciclo di colloqui trilaterali mediati dagli Stati Uniti, previsto ad Abu Dhabi a novembre, con i Paesi europei esclusi dal processo di pace secondo quanto riferito dal Cremlino.
Intervenendo sabato al programma «Ykkösaamu» di Yle, Stubb ha osservato che quella di martedì è stata la prima conversazione con Putin da quando è diventato presidente della Finlandia. Ha sottolineato l’importanza di ascoltare direttamente la posizione del leader russo sulle cause profonde del conflitto ucraino, definendo lo scambio diretto di opinioni un «punto di svolta». Stubb ha precisato che lui e Støre hanno riaperto il canale di comunicazione con Mosca su richiesta di Kiev e hanno trasmesso a Putin i messaggi di Zelensky dopo aver consultato i rappresentanti statunitensi e ucraini. Ha tuttavia chiarito che Helsinki «non sta agendo in alcun modo come mediatore di pace». Entrambi i leader nordici avevano già precisato di non parlare a nome dell’Europa.
Oltre al conflitto in Ucraina, Stubb ha riferito che i due leader hanno affrontato il tema della sicurezza dei rispettivi Paesi, entrambi accomunati da un esteso confine con la Russia. Hanno inoltre colto l’occasione per «chiarire alcuni malintesi» sul Mar Baltico, ribadendo l’adesione al diritto marittimo internazionale e al principio della libertà di navigazione. Stubb ha difeso quella che ha descritto come la «prima misura volta a rafforzare la fiducia», osservando che «la Russia è nostra vicina ora e rimarrà nostra vicina in futuro», con relazioni bilaterali destinate prima o poi a riprendere.
Dopo la telefonata, la prima ministra danese Mette Frederiksen ha accusato i due leader nordici di aver rotto le fila europee, sostenendo che la conversazione «non era stata coordinata con il resto di noi»; un’obiezione ripresa dal primo ministro svedese Ulf Kristersson. Stubb ha replicato che lui e Støre hanno poi informato in modo approfondito Zelensky e diversi leader dell’UE.
La maggior parte dei leader dell’Europa occidentale ha evitato il contatto diretto con Mosca dopo l’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022, nel tentativo di isolare diplomaticamente la Russia. Nelle ultime settimane, tuttavia, hanno intensificato gli sforzi per assicurarsi un posto al tavolo dei negoziati, mentre Mosca e Washington aumentano l’attività diplomatica per risolvere il conflitto.
Commentando la conversazione con i due leader nordici, Putin ha dichiarato giovedì che la Russia sostiene «qualsiasi iniziativa volta a ripristinare relazioni piene e complete» con i Paesi europei. «Dopotutto, in Europa ci sono persone che, a differenza di altre, non vogliono infliggere una “sconfitta strategica” alla Russia, ma desiderano invece instaurare una sorta di dialogo costruttivo», ha spiegato il presidente russo, ribadendo che Mosca non cerca un conflitto più ampio con l’UE o la NATO.
Fonti principali: Yle, Agenzia Nova, Kyiv Post, Politico, TASS.


