Mattarella, il riarmo e la politica: e voi vi meravigliate dell'astensionismo?

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Mattarella, il riarmo e la politica: e voi vi meravigliate dell'astensionismo?

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di Paolo Desogus*

 

L’invito al riarmo di Mattarella costituisce l’ennesima invasione di campo del Presidente della Repubblica sugli affari del governo e del parlamento. Mette in discussione l’autonomia dei poteri costituzionali e stravolge quello della presidenza. 

Mattarella non è nuovo a questi abusi. Ma va però fatta un’osservazione. Ora come in passato le sue scelte invasive non sono compiute per l’interesse del paese, ma per rispondere a sollecitazioni esterne, legate a un disegno politico privo di legittimazione democratica.

Detto in altre parole, Mattarella è il garante dei diversi vincoli esterni (mercati, patto Atlantico, NATO, UE…) che comprimono la volontà popolare e che rispndono alle élite che nel corso degli ultimi trent’anni hanno promosso politiche devastanti, dall’austerity al sabotaggio di ogni trattativa di pace in Ucraina. Sono le stesse élite che si voltano dall’altra parte quando si parla di Gaza, ma che in nome dell’Ucraina si sperticano nell’esaltazione dei valori europei. Quelle che hanno varato non si sa più quanti pacchetti di sanzioni contro la Russia e nessuna contro Israele.

Questa volta però Mattarella ha passato il segno. Ha consegnato l’Italia a quella linea politica che promuove il riarmo anche al prezzo di scelte “impopolari”. Tradotto Mattarella, in nome di un disegno politico che gli italiani non hanno mai valutato, chiede a governo e parlamento (dunque con la collaborazione dell’opposizione) di procedere con la macelleria sociale pur di far avanzare la linea bellicista. 

Al governo Meloni, oramai privo di bussola e di qualsiasi spinta programmatica, va anche bene. La necessità del riarmo è un buon argomento per giustificare la mancata crescita, i salari al palo e l’esternalizzazione dei servizi, per i quali si arricchiscono i privati. 

Anche l’opposizione non fa una piega. Pur di darsi un senso e sentirsi necessaria è disposta ad accettare l’inaccettabile. Per molti versi il PD è anzi più guerrafondaio di Giorgia Meloni.

Poi ci si sorprende se alle elezioni vince l’astensione. E come potrebbe andare diversamente? Perché gli elettori dovrebbero votare per questa gente? Perché dovrebbero fingere che nel nostro paese non ci sia un gravissimo problema democratico?

*Post Facebook del 21 dicembre 2025

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