Lidia Undiemi: "Draghi annuncerà questo giovedì il commissariamento italiano della Troika"

Quantitative Easing e sentenza CGE su Omt: il futuro della zona euro ad un bivio storico

21466
Lidia Undiemi: "Draghi annuncerà questo giovedì il commissariamento italiano della Troika"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
Il destino dell'Italia non verrà deciso dal servile Renzi o dal prossimo presidente della Repubblica. Il futuro del nostro paese è solo un tassello di una partita più ampia in corsa tra la Bce di Mario Draghi, la Troika e la Bundesbank sull'utilizzo del cosiddetto OMT (Outright Monetary Transactions), che la BCE vuole mettere in campo per sostenere l’acquisto dei titoli di debito pubblico nel mercato secondario (Quantitative Easing). Lo scrive Lidia Undiemi nel suo ultimo articolo sul Fatto Quotidiano ricordando un punto che nella stampa si tende troppo spesso a dimenticare: l’utilizzo dell’OMT è subordinato all’accettazione da parte dello Stato in difficoltà di un programma di finanziamento del MES – cioè della Troika –, ossia il famoso commissariamento che prevede l’obbligo di rispettare “rigorose condizionalità” (l’agenda politica imposta da tale ente finanziario).

La partita decisiva ruota intorno al ricorso della Corte costituzionale tedesca alla Corte di Giustizia europea sull'asserita ilegittimità dellOMT rispetto al diritto europeo. La sentenza dela CGE potrebbe essere secondo Lidia Undiemi il pretesto politico della Germania per sganciarsi dall'euro; mentre nel prossimo board della Bce di giovedì, Draghi, annunciando misure di QE, potrebbe sancire il commisariamento definitivo dell'Italia. Il futuro del nostro paese, insomma, è a un bivio e purtroppo non saremo noi i padroni del nostro destino.

 
 
Ad un primo livello di analisi politica sembrerebbe che la decisione della CGE potrebbe rappresentare il pretesto per la Germania di tirarsi fuori dall’Eurozona. I tedeschi hanno già dichiarato che qualora i giudici di Bruxelles diano ragione alla BCE salvando il QE (OMT), potrebbero, in nome della propria sovranità nazionale e della manifesta violazione del diritto europeo, ritirare la propria partecipazione. Se così fosse, dal punto di vista politico, si sarebbe di fronte ad una pesante delegittimazione delle istituzioni europee da parte di uno Stato sovrano. E visto che il potere dell’UE non si regge di certo sulla cessione di sovranità degli Stati membri (che non c’è mai stata, nel senso che è possibile ritirare la propria adesione dai trattati proprio in ragione del fatto che lo Stato è sovrano nel suo territorio), quanto piuttosto sul riconoscimento politico di un certo ruolo, la scelta tedesca potrebbe non soltanto aprire la strada alla deflagrazione immediata dell’Eurozona ma all’uscita di scena dell’UE.
 
Tuttavia, leggendo con attenzione sia il parere della Corte costituzionale tedesca sia quello dell’avvocato generale della CGE, sembrerebbe che più che in termini di diritto la partita si stia giocando sui commissariamenti dei paesi in difficoltà che ancora resistono ad una simile deriva antidemocratica. Da un lato la Corte tedesca sostiene che l’OMT non violerebbe il diritto dell’Ue soltanto se il supporto della Bce non comprometta le condizionalità imposte dal MES/Troika. A tal fine, proseguono i giudici tedeschi, deve essere escluso il taglio del debito, gli acquisti dei titoli non devono essere illimitati e altre condizioni. Per contro, la Bce ha fatto sapere che l’OMT potrebbe avere queste caratteristiche.
 
In termini più semplici, la paura dei tedeschi è che il quantitative easing potrebbe consentire agli Stati beneficiari una maggiore autonomia politica, e quindi essere nelle condizioni di rifiutare o non rispettare il commissariamento, o più in generale il “ricatto dei mercati”. D’altra parte la BCE tende ad assicurare che ciò non avverrà, ed in effetti l’OMT è subordinato al rispetto del programma imposto dalla Troika. E’ di questo che si discuterà probabilmente il 22 gennaio al board della BCE: come riuscire ad ottenere questo compromesso.
 
Cruz, infatti, dal punto di vista teorico salva l’OMT sostenendo che in linea di principio non viola il diritto primario europeo (non credo sia proprio così, ne parleremo), ma sostanzialmente rimanda ad una successiva valutazione che tenga conto del suo concreto utilizzo da parte della BCE.
 
Se in questo gioco di forze fra stati membri, istituzioni della Ue, mercati/Troika non si riesce a trovare un punto di equilibrio, allora la sentenza della CGE – che esprimerà un parere definitivo sull’OMT –, potrebbe rappresentare, come già detto più volte, il pretesto per la disintegrazione dell’attuale sistema comunitario.
 
I tempi e l’ordine delle mosse degli attori in campo sembrano confermare una simile ipotesi: prima il parere positivo sull’utilizzo dell’OMT da parte dell’avvocato generale della Corte Europea, poi la riunione della BCE del 22 gennaio in cui si deciderà come e in base a quali regole avviare il QE, ed infine, una volta avviato il programma e verificato il rispetto di tutte le condizioni necessarie per il compromesso, la decisione della CGE, attesa fra qualche mese.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO) di Loretta Napoleoni L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO)

L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO)

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti