L'ambasciatore USA presso l’ONU definisce le Nazioni Unite “ridicola organizzazione”

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L'ambasciatore USA presso l’ONU definisce le Nazioni Unite “ridicola organizzazione”

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Il rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha reagito alla condanna dell’aggressione militare in Venezuela promettendo di “continuare a tagliare i fondi” alla stessa organizzazione che ufficialmente rappresenta.

In un’intervista con Fox News, l’ambasciatore statunitense presso l’ONU ha attaccato con toni particolarmente duri l’organizzazione, definendola “ridicola” e promettendo di “continuare a eluderla e tagliare i fondi”. Questa invettiva è arrivata in risposta alla condanna, da parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, della recente aggressione militare dell’amministrazione Trump contro il Venezuela, che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores.


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Con evidente soddisfazione, Waltz si è vantato di aver tagliato i fondi al Consiglio dei diritti umani ai tempi di Trump e di aver imposto il primo taglio di bilancio nella storia dell’ONU, eliminando oltre 3.000 burocrati. Ha spiegato di averlo fatto ricorrendo al cosiddetto “doge-ing”, un verbo derivato dall’acronimo del Dipartimento per l’Efficienza Governativa degli Stati Uniti (DOGE), il cui obiettivo è licenziare il maggior numero possibile di dipendenti pubblici per ridurre la spesa. Ha aggiunto che l’ONU si accontenterebbe di “lettere dal tono più deciso”, mentre il presidente Trump avrebbe scelto di intraprendere “azioni concrete”.

“Il presidente Trump ha preso misure audaci e continueremo a eludere e a defiscalizzare quella ridicola organizzazione chiamata Nazioni Unite”, ha dichiarato Waltz, ribadendo il suo totale disprezzo per l’istituzione multilaterale.


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Di fronte alla chiara posizione delle Nazioni Unite – secondo cui la rimozione forzata di un presidente legittimo costituisce una violazione del diritto internazionale – l’ambasciatore ha giustificato l’aggressione affermando che “ora il popolo venezuelano starà meglio”. Per sostenere la propria tesi, ha richiamato un precedente storico altamente controverso, citando come esempio un’altra operazione militare illegale degli Stati Uniti

“Ho già sottolineato, quando gli Stati Uniti hanno preso provvedimenti anni fa, che il popolo panamense, grazie all’arresto, alla condanna e alla detenzione di Noriega negli Stati Uniti, in Francia e a Panama, ora sta meglio”, ha affermato, riferendosi all’invasione armata del 20 dicembre 1989 da parte degli Stati Uniti, condannata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e responsabile di una scia di distruzione e di centinaia di morti tra i panamensi.
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