La Francia entra tecnicamente in recessione.

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I dati sulla crescita di Francia e Germania rendono la situazione dell'eurozona sempre più preoccupante. La Francia, secondo quanto reso noto oggi dall'Istituto nazionale di rilevazione, è entrata tecnicamente in recessione per la seconda volta in quattro anni. Nel primo semestre dell'anno, infatti l'economia è diminuita dello 0,2%, esattamente come nell'ultimo periodo del 2012.  
Non si tratta dei livelli toccati nel 2009, la peggior recessione per la Francia dalla seconda guerra mondiale, ma la notizia, nel primo anniversario della presidenza Hollande, rivede al ribasso le previsioni recenti della Commissione europea. Il livello di disoccupazione è attualmente al 10.6% - al di sotto della media della zona euro al 11,4% - ma le previsioni sono di un rapido aumento per il prossimo anno, dove si dovrebbe attestare al 12,2%. Il deficit, infine, aumenterà, secondo le ultime stime della Commissione, fino al 3.9% del Pil, al di sopra del target dell'Ue.
L'economia tedesca, la più forte dell'euro zona, è invece cresciuta solo dello 0,1% nel primo semestre del 2013, meno dello 0,3% previsto dagli economisti ed una diminuzione del 1,4% rispetto al 2012. La Bce ha tagliato i tassi d'interesse all'ultimo vertice di Bratislava al livello record di 0.5% in un tentativo estremo di stimolare la crescita.

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