"Punizione immediata a chi aiuta gli USA": il duro ultimatum dell'Iran
L'Iran alza il tiro e lancia un avvertimento diretto ai Paesi della regione che ospitano basi militari statunitensi. In una nota ufficiale diffusa giovedì dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), Teheran ha chiarito che chiunque collabori con Washington andrà incontro a una reazione implacabile se non correggerà la propria linea politica.
L'avvertimento arriva a margine di un grave episodio accaduto mercoledì a sud dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dall'IRGC, le forze iraniane hanno colpite due petroliere che tentavano di deviare verso una rotta pericolosa sotto l'indicazione di caccia statunitensi. "Dopo l'esplosione di un violento incendio a bordo di una delle imbarcazioni, entrambe le navi hanno invertito la rotta a tutta velocità", si legge nel comunicato n. 54.
"Nessuna nave passa senza autorizzazione"
Il messaggio delle Guardie Rivoluzionarie ribadisce il totale controllo militare sulla via d'acqua strategica:
"Lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non tollereremo alcuna ingerenza da parte di attori stranieri giunti da migliaia di chilometri di distanza. Con l'aiuto di Dio, l'aggressore sarà punito oggi stesso."
Un alto comandante di Teheran ha confermato a HispanTV che lo Stretto rimarrà chiuso a qualsiasi imbarcazione priva di autorizzazione iraniana finché proseguiranno le minacce e le interferenze americane nella navigazione regionale.
L'origine dell'escalation
La situazione nell'Asia occidentale è precipitata lo scorso 7 luglio con la ripresa dei raid aerei ordinata dal presidente statunitense Donald Trump, che ha decretato la fine del memorandum d'intesa con Teheran. Da allora, gli Stati Uniti hanno colpito a più riprese le province meridionali dell'Iran per neutralizzarne il potenziale missilistico, innescando la durissima risposta di rappresaglia dell'esercito iraniano contro le installazioni americane nell'area.


