"Fermare la decrescita infelice del M5S si può". Paolo Becchi

"Dalle sconfitte si può anche imparare e ripartire ma bisogna riconoscerle e metabolizzarle"

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"Fermare la decrescita infelice del M5S si può". Paolo Becchi

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"Dalle sconfitte si può anche imparare e ripartire ma bisogna riconoscerle e metabolizzarle. E purtroppo non mi pare che ciò stia avvenendo". In un'intervista a Formiche.net, Paolo Becchi analizza la situazione del Movimento Cinque Stelle alla luce delle elezioni regionali in Calabria e Emilia Romagna e sostiene come è possibile fermare la “decrescita infelice” in corso ma è necessario attuare alcuni cambiamenti immediati. Primo fra tutti arginare lagrande faziosità interna ai portavoce e ricollegare quel legame con il territorio e l'attivismo di base che, soprattutto l'esperienza in Calabria, mostra essere in crisi.

Dall'intervista di Formiche:
 
Cosa dovrebbe fare il movimento per invertire questo trend?
Si dovrebbe partire innanzitutto da una seria analisi del voto. E comprendere che, al di là dei problemi attinenti alle singole regioni, dalle Europee è iniziata una deriva partitocratica che ha fatto percepire ai cittadini il movimento come qualsiasi altro partito e non più come forza travolgente che doveva cambiare l’Italia. Renzi dovrebbe restare “Renzie”, non bisogna trattare con lui come è stato fatto con lo scambio Sciarra-Zaccaria per le nomine di Csm e Consulta o come già si è ventilato di fare con l’elezione del presidente della Repubblica. Torniamo allo spirito originario del movimento: l’origine è la meta.
 
Il voto di protesta ora l’ha conquistato la Lega?
Il voto di protesta più grande ora è rappresentato dall’astensione. La maggioranza dei cittadini italiani oggi non va a votare e la cosa grave è che il clima di sfiducia generale verso i partiti oggi riguarda anche il M5S. Chi va alle urne ora vota Lega e considera Salvini il vero antagonista di Renzi.

Vista la sua delusione, se tornasse indietro, si iscriverebbe ancora al Movimento?
E’ stata una scelta che ho pagato molto, sono stato isolato dal mondo accademico, ma non rinnego niente del mio passato. E’ stata un’esperienza bellissima che mi ha ridato forte vitalità. Casaleggio in particolare mi ha fatto conoscere un mondo a me bibliofilo fino ad allora completamente sconosciuto, quello della rete e per questo gliene sarò grato per sempre. Quello che oggi provo non è risentimento ma solo tanta delusione e amarezza. Grillo mi ha ripreso sul suo blog per le mie critiche ma, se le ho avanzate, l’ho fatto sempre con spirito costruttivo, volevo solo essere una coscienza critica all’interno del movimento.

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