Catastrofe Italia nel Mediterraneo: i libici sparano contro i nostri pescatori

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Catastrofe Italia nel Mediterraneo: i libici sparano contro i nostri pescatori

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Il peschereccio "Aliseo" della flotta di Mazara del Vallo, che era impegnato in una battuta al largo delle coste di Bengasi, è stato mitragliato da una motovedetta militare libica. I colpi d'arma da fuoco hanno ferito il comandante, Giuseppe Giacalone.

Lo ha confermato all'ANSA il figlio Alessandro, aggiungendo che al momento non conosce le condizioni del padre.

I libici smentiscono. La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato "contro" pescherecci italiani ma ammesso che sono stati esplosi "colpi di avvertimento in aria" per fermare imbarcazioni da pesca che a suo dire avevano sconfinato in acque territoriali libiche. "

Non sono stati colpi esplosi contro imbarcazioni, ma colpi di avvertimento in aria", ha detto al telefono all'ANSA il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica senza fornire per il momento ulteriori dettagli sull'incidente.

Come riferisce l’agenzia Nova non sono disponibili al momento ulteriori informazioni sulla gravità delle ferite del comandante. Secondo una prima ricostruzione, il peschereccio si trovava insieme ad altri motopesca italiani quando è stato raggiunto da una motovedetta libica, la quale avrebbe tentato un abbordaggio. Sul posto è intervenuto anche un elicottero di una nave della Marina militare italiana, che dovrebbe corrispondere alla fregata Libeccio.

Non è la prima disavventura libica per l’Aliseo: nella notte tra il 2 e 3 gennaio - evidenzia Nova.news - era scampato insieme ad altri sei pescherecci (Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Anna Madre e Artemide) a un tentativo di sequestro in Libia da parte di un gommone delle milizie del generale Khalifa Haftar al largo di Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Anche in quella circostanza, i libici avrebbero sparato colpi in aria per intimare al comandante di fermarsi e un colpo di mitra avrebbe colpito la parte superiore del motopesca Giuseppe Schiavone, senza causare feriti tra i marittimi.

In queste azioni è possibile ravvisare in maniera inconfutabile il totale fallimento in Libia della strategia italiana. Dapprima ha permesso che la NATO rovesciasse uccidendolo il colonnello Ghedaffi che di Roma era alleato. In seguito l’Italia è stata scalzata da altre potenze, Turchia e Russia su tutti, che adesso hanno il totale controllo della cosiddetta ‘quarta sponda’ italiana nel Mediterraneo. 

Ma l’Italia continua a seguire pedissequamente le direttive europee e di Washington, nonostante ciò nuoccia gravemente ai propri interessi. 

 

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