Venezuela, economia e omissioni: il racconto selettivo di Trump

1159
Venezuela, economia e omissioni: il racconto selettivo di Trump

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Nel discorso sullo Stato dell’Unione 2026, Donald Trump ha costruito una narrazione di successo totale: rinascita economica, supremazia strategica e ordine ristabilito dentro e fuori i confini statunitensi. Ma, dietro il tono trionfalistico, emergono omissioni e contraddizioni che raccontano un’altra storia. Il caso Venezuela è emblematico. Washington ha rivendicato come vittoria un’operazione militare che ha portato al bombardamento di Caracas e al sequestro del presidente in carica Nicolás Maduro e della prima combattente Cilia Floers, violando apertamente i principi della Nazioni Unite sul divieto dell’uso della forza.

Nel discorso, nessun riferimento alla legalità internazionale né al costo umano dell’intervento. Eppure, lo stesso Trump ha ammesso davanti al Congresso: “Quasi non ce l’abbiamo fatta”, incrinando la retorica della vittoria “chirurgica”. A legittimare l’azione, il presidente ha chiamato in causa il petrolio: milioni di barili venezuelani già arrivati negli Stati Uniti e maggiore sicurezza energetica. Un racconto economico privo però di contesto politico, che trasforma la coercizione in cooperazione e l’intervento armato in “amicizia” strategica.

Sul piano simbolico, la presenza in tribuna dell’oppositore venezuelano Enrique Márquez ha sostituito nomi più noti dell’opposizione, segnando una scelta precisa di Washington su chi vuole puntare nel futuro assetto del Paese. Lo stesso schema comunicativo attraversa l’intero discorso: iperboli sull’economia “più calda del mondo”, numeri sull’immigrazione senza contesto, promesse rilanciate senza spiegare deficit, debito o inflazione persistente. E silenzi pesanti, come quello sul caso Epstein.

Il risultato è un discorso efficace sul piano politico, ma fragile su quello fattuale. Tra quanto viene celebrato come vittoria e quello che invece i dati - e le ammissioni involontarie - rivelano, resta una distanza che nessuna retorica riesce del tutto a colmare.



LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti